Dopo il nostro giro in Emilia Romagna ci siamo incontrati con Carlo, la “guida” di BergamoFoodNews a Vinitaly. Con lui abbiamo intrapreso un percorso enologico nel padiglione dell’Alto Adige.

Siamo stati ospiti di Kellerei Bozen-Cantina Bolzano, una realtà piuttosto giovane, presente sul territorio altoatesino dal 2001, i loro vini raccontano l’Alto Adige enologico così come dovrebbe essere. Vini eleganti che trasmettono emozioni: chiudendo gli occhi sembra di trovarsi sulle rive del lago di Caldaro, i profumi della vigna vengono ritrovati in ogni singolo calice che ci versiamo.

Abbiamo avuto la fortuna di degustare più di 12 etichette diverse di questa cantina. Indubbiamente, tutti vini di alto livello, ma un occhio di riguardo va dato per alcune riserve.

Il Kerner dell’Alto Adige

Il Sauvignon Mock, è stato uno dei vini che maggiormente ci ha colpito; dal colore giallo paglierino con tenui riflessi verdolini, all’olfatto si trova la perfetta unione tra le note agrumate e i sentori minerali, la foglia di pomodoro, le ortiche, il fruttato di pesca, i fiori di acacia e la pietra focaia sono solo alcuni dei tanti profumi che troviamo in questo vino. Quello che stupisce maggiormente è il gusto, alla bocca risulta un vino ben equilibrato, leggermente fruttato e con una delicata nota acida. Ha una buona struttura ed un’ottima persistenza.

Successivamente siamo passati ad un rosso, un classicone dell’Alto Adige, il vitigno più nobile al mondo: il Pinot Noir. Il Pinot Noir assaggiato da noi era una riserva; le uve di questo vino vengono coltivate a 600 metri di altitudine sopra Bolzano, viene fatto fermentare in botti di legno ed affinare in barrique per almeno 6 mesi per poi concludere la maturazione in bottiglia.

Il suo colore rosso rubino intenso è quello che si vorrebbe vedere in un vino del genere. I sentori di ciliegia, frutti di bosco, prugne, lo speziato di cannella e chiodi di garofano si sposano egregiamente con le sottili ma eleganti note di vaniglia e tabacco. Alla beva è un vino morbido ed elegante, i tannini vellutati ti accarezzano il palato rendendo ogni sorso un’esperienza fantastica. Un grande vino prodotto nella sua seconda patria: l’Alto Adige.

Bere vino mette fame, tra un sorso e l’altro ci vengono serviti alcuni must della cucina altoatesina come speck, pane di segale, grissini aromatizzati alle erbe e formaggi tipici della zona.

Il Lagrein dell’Alto Adige

Finalmente arriviamo alla punta di diamante della cantina, il Lagrein Prestige. Si tratta di un Lagrein riserva d.o.c., insignito di numerosi riconoscimenti come per esempio le tre stelle di Veronelli, i quattro grappoli di Bibenda e altri premi sia esteri che italiani.

Prodotto utilizzando le migliori uve ricavate da viti a bassa resa, si svela nel nostro bicchiere con un colore rosso granato intenso, i profumi sono evoluti: si trova la vaniglia, il cacao, il pepe e il frutto della ciliegia matura. Dal profumo possiamo intuire la maestosità di questo vino; quello che abbiamo trovato al naso lo ritroviamo alla bocca, morbido ed elegante, con i tannini avvolgenti e delicati, resta comunque un vino di struttura e persistente al palato.

Un vino degno di nota che, a nostro avviso, andrebbe assaggiato da chiunque anche per il rapporto qualità prezzo che è decisamente ottimo.

Concludiamo la nostra degustazione durata più di un’ora con una piccola perla. Il Moscato rosa Rosis. Ottenuto dall’omonimo vitigno, le uve vengono raccolte e fatte appassire per un breve periodo al sole. Vino delicato e dolce, dal colore rosso rubino, i profumi ricordano ovviamente la rosa e i frutti rossi senza però dimenticare il lieve sentore di noce moscata. Il gusto è quello che vorremmo da un moscato prodotto in Alto Adige: aromatico, speziato, dolce, ma decisamente fresco.

Dopo più di un’ora e dodici etichette diverse, la nostra esperienza in questo stand è giunta al termine. Decisamente soddisfatti ed appagati ci dirigiamo verso le terre della nostra Bergamo.

Dal Consorzio Tutela Valcalepio

Nello stand del Consorzio Tutela Valcalepio siamo ospiti della Cantina Sociale Bergamasca.

Veniamo accolti subito con un metodo classico, il Sottosopra. Un brut, prodotto utilizzando Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco; viene fatto affinare sui lieviti per un minimo di 18 mesi. Risulta un buon vino d’aperitivo, dal colore giallo paglierino con un ottimo perlage, i profumi di frutta gialla e lieviti sono la cornice ideale per un vino equilibrato e piacevole alla beva.

Durante la degustazione ci vengono serviti salame di pecora, formaggi di pecora, salumi di ogni genere ovviamente, tutti prodotti nella nostra provincia.

Il Sottosopra servito con salame di pecora

Successivamente siamo arrivati al vino di punta della Cantina Bergamasca: l’Akros, un Valcalepio rosso riserva. Ottenuto da un blend di Merlot al 50% e Cabernet Sauvignon al 50%, affina per un minimo di tre anni in botti di rovere francese prima di maturare per almeno tre mesi in bottiglia. Il lungo invecchiamento ci dona un vino complesso nei profumi dove la vaniglia convola a nozze con il pepe e i profumi erbacei si fondono ottimamente con quelli di frutti rossi. Un vino di grande corpo ma equilibrato nell’insieme, i tannini non sono invadenti ma ben levigati. Un vino che rispecchia il popolo bergamasco, robusto, corposo ma morbido e delicato nell’insieme.

La nostra mattina a Vinitaly finisce così, le prossime tappe sono la Valtellina, la Sardegna e la più famosa e conosciuta cantina siciliana, Donnafugata.

Foto di Nicole Valenzano