Vinitaly 2018? Sì, è stato un successo sotto tutti i punti di vista.

Noi di BergamoFoodNews eravamo presenti a Verona e grazie ad alcune collaborazioni siamo riusciti a visitare la fiera al meglio.

C’è da dire, prima di tutto, che la mole di gente presente all’evento era di gran lunga maggiore rispetto agli scorsi anni ma, essendo tutto organizzato e gestito alla perfezione, non siamo incappati in disagi di alcun tipo.

Partendo dalla stazione abbiamo trovato numerose navette che portavano i visitatori alla fiera, mentre per chi avesse voluto percorrere a piedi la tratta stazione – areafiere, il percorso era ben segnalato.

Gli ingressi erano molteplici e hanno favorito un buon flusso senza creare noiose code e rallentamenti.

Ma veniamo al Vinitaly vero e proprio: la prima tappa del nostro tour è stata la Lombardia, in Franciacorta abbiamo assaggiato alcuni metodo classico di grande rilievo. Berlucchi rappresenta da sempre un punto di riferimento nell’area bresciana vocata al metodo classico spumantizzato, il Cuvée Imperiale Brut è un metodo champenois prodotto utilizzando un blend di Chardonnay al 90% e Pinot nero al 10%. Vino di grande livello dal colore giallo paglierino, la sua spuma, soffice ed abbondate anticipa un perlage fine e persistente. L’affinamento sui lieviti dona un bouquet ricco e persistente: i tenui profumi di lieviti e crosta di pane si accompagnano alla perfezione con le note di fiori bianchi ed agrumi. La beva risultata piacevole, le durezze si equilibriano ottimamente con le morbidezze.

Berlucchi, un punto di riferimento nell’area bresciana

Restando sui metodi classici ci siamo spostati i Emilia Romagna: terra conosciuta per la quantità più che per la qualità, negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante per sfatare questa diceria. Lo spumante Cà Besina di Casali ricavato da uve di Spergola, vitigno autoctono emiliano coltivato soprattutto nella provincia di Reggio Emilia che, negli ultimi anni si sta riscoprendo, si dimostra una bellissima sorpresa; dal suo colore dorato si capisce che abbiamo un grande vino nel calice. I profumi fragranti che sfumano sulle note di frutta tropicale e frutta secca si armonizzano con i sentori di biancospino e fieno. In bocca è secco (è uno spumante brut), buona la freschezza; sul finale sfuma in una sapidità un’importante sorretta in modo efficace dalle morbidezze.

Lo spumante Cà Besina di Casali

Ancora in Emilia, abbiamo scoperto un “rosso2 di grande importanza che si distacca dai soliti Lambruschi. Il Nabucco di Monte delle vigne. Da oltre vent’anni è il simbolo del territorio vinicolo parmense. La Barbera e il Merlot si fondono insieme creando un vino dal corpo importante e dall’elevata gradazione alcolica (14,5%). I frutti rossi che dona la Barbera si fondono in modo elegante con i tannini del Merlot dando vita ad un vino di grande eleganza e portato all’invecchiamento in grado di regalare grandi soddisfazioni con il tempo. I profumi evoluti di frutti rossi, liquirizia, sottobosco e spezie sono frutto del l’invecchiamento in barrique francese per 12 mesi. Al palato è un vino di grande struttura, avvolgente ed equilibrato, fruttato con tannini morbidi e setosi. Uno dei nostri vini preferiti emiliani. L’abbinamento che ci è stato consigliato è con carni rosse e arrosti, ma si potrebbe osare un’accoppiata con un Parmigiano Reggiano stagionato per un lungo periodo.

L’area dell’Emilia Romagna

Questa è solamente la prima parte di una ricca giornata di degustazioni ed abbinamenti.

Nei prossimi articoli parleremo dell’esperienza in una delle cantine più rinomate dell’Alto Adige e soprattutto, della nostra Valcalepio, dove il Consorzio Tutela Valcalepio ci ha accolto nel suo stand.

Foto di Nicole Valenzano