I posti che più mi piacciono, da sempre, sono quelli che non c’azzeccano niente. Che non c’azzeccano niente con ciò che gli sta intorno. E con il tempo in cui stanno.

Perché? Perché creano in me un senso di stupore e meraviglia tale da farmi tornare bambino. E perché alla fine si rivelano sempre una sorpresa. Ed è proprio quello che mi è successo varcando la soglia di Al Malò – Cucina e Miscelazione, a Rovato.

Diviso in due, ristorante al primo piano e lounge bar al piano terra, la carta da parati, le sedie, i tavolini, la mise en place, il bancone, tutto lascia pensare a una ricerca spasmodica della perfezione che si trasforma in accuratezza di ogni minimo particolare.

Che si entri per un’esperienza culinaria o per anche solo per degustarsi un cocktail, si viene catapultati in un altro mondo e in un’altra epoca. Al Malò infatti non c’azzecca niente con la piazza – stupenda e caratteristica – in cui si trova, né tanto meno con il 2020. Con stupore e meraviglia sarete catapultati in un passato indefinito, ricco di fascino e mistero, che si mescola con ingredienti orientali e sapori d’oltreoceano che tendono al futuro.

Gli interni di Al Malò

Un ambiente che i tre soci fondatori – ALberto Bergomi, imprenditore, MAuro Zacchetti, chef che ha lavorato per grandi firme come Andrea Berton, Gualtiero Marchesi e Norbert Niederkofler, e LOdovico Calabria, barman d’alto livello –, dai nomi dei quali deriva l’acronimo da cui è stato ideato il nome stesso del locale, hanno voluto fosse una novità per la zona. E lo è.

Offerte ad hoc per il pranzo (con la formula “4Lunch” con una carta ridotta dalla quale scegliere 4 mini porzioni servite contemporaneamente), alla carta, mezze porzioni e tre menù degustazione. Tutto fatto in casa, dalla pasta al pane ai cinque cereali con lievito madre, e l’utilizzo di materie prime di alta qualità, rendono ogni piatto del locale un’esperienza nuova per le papille gustative: “Quello che vogliamo dare al cliente – racconta chef Zacchetti – è qualcosa di nuovo rispetto alla tradizione che la fa da padrone in questa zona. Tutti i miei piatti hanno sicuramente un’influenza dovuta ai grandi chef con cui ho lavorato, ma anche data dai miei viaggi. Per questo non manca mai un tocco orientale in ciò che offriamo. Il menù però, nonostante queste influenze, rispecchia i nostri gusti e i sapori che ci piacciono. Ma che ci stiamo rendendo conto essere gusti e sapori che piacciono anche ai nostri clienti”.

A più di un anno dall’apertura del locale, infatti, avvenuta a fine gennaio 2019, la novità di Al Malò trova sempre più estimatori: “Diamo ampia scelta ai nostri clienti – continua Zacchetti – sia nella composizione del proprio menù, che nella quantità delle porzioni. Infatti ognuno può scegliere il percorso che più desidera e può farlo anche attraverso le mezze porzioni, che abbiamo inserito per permettere anche di assaggiare più piatti a tutti. Abbiamo anche tre menù degustazione: ‘Al Malò un anno dopo’, che porta il cliente in un viaggio attraverso alcuni piatti proposti durante il primo anno di attività; ‘Il menù secondo voi’, composto completamente dal cliente tramite la scelta di quattro piatti salati e di un dolce; e ‘A mano libera’, otto portate decise da me, il che lo rende ovviamente il percorso degustativo che più mi rappresenta”.

Spaghettone e ostrica

Petto e coscia di piccione nostrano

Agnello al burro e timo

Da provare assolutamente è lo Spaghettone e Ostrica, con salsa di Franciacorta Rosè e sesamo, dove lo chef ha unito una materia prima da lui tanto amata, le ostriche, e una parte orientale derivante dai suoi viaggi, il sesamo, all’elemento fondamentale, il Franciacorta, che con la sua acidità rimane essenziale per il piatto.

E, da non perdere, anche i piatti di carne presenti nel menù. Come il Petto e coscia di piccione nostrano o l’Agnello al burro e timo in tre portate. Piatti in cui oltre a una scelta di gusto – diverse cotture per una stessa carne – è stata fatta anche una scelta etica, visto che si utilizza tutto dell’animale durante le preparazioni, risultando così piatti a scarto zero.

Cibo, ma non solo. Come detto, infatti, Al Malò è anche lounge bar, dove la lista drink signature propone dai grandi classici a rivisitazioni d’alta qualità – senza dimenticare che si può scegliere, al ristorante, un menù o un piatto accompagnati da un drink, a scelta del cliente o abbinato dallo chef in sintonia col barman.

Due cocktail da provare? Il vecchio Boulevardier, una rivisitazione del Negroni, a base di Bourbon, Vermouth e Campari, presentato con in cima al bicchiere una bolla con all’interno un’affumicatura che, una volta aperta, conferisce al cocktail un sapore caldo, intenso e che si può abbinare con successo a piatti di carne o con affumicature.

Il vecchio Boulevardier

 

E, di contraltare, il cocktail Winnie, a base di miele, più rotondo e dolce. Solo a parlarne sembra un peccato. Ma il vero peccato sarebbe non assaggiarlo.

Piatti e cocktail che non c’azzeccano niente con ciò che gli sta intorno e con il tempo in cui stanno. E nemmeno con il sogno nascosto di chef Zacchetti – aprire prima o poi una gelateria tutta sua –. Forse proprio per questo quando varchi la soglia di Al Malò, a Rovato, ti assale un senso di stupore e meraviglia e alla fine si rivela essere una piacevolissima sorpresa.