Solitamente la regola ferrea che un italiano all’estero deve cercare di rispettare è quella di evitare i ristoranti con cucina “nostrana” per mangiare, invece, piatti e prodotti tipici del luogo. Ma se vi trovaste in Cina, magari ad Hong Kong, stanchi ormai del riso affiancato alla qualsiasi, sappiate che lì lo strappo alla regola sarebbe più che concesso di fronte all’insegna dell’8½ Otto e mezzo Bombana.

L’unico, per ora, ristorante italiano all’estero che da sette anni detiene tre stelle Michelin è dello chef di origine bergamasca, Umberto Bombana. Classe 1963, formatosi alla scuola alberghiera di Clusone (oggi ABF–CFP), in cui a inizio maggio è eccezionalmente tornato seguito da giornalista cinese e video-operatore per un documentario su di lui, ed affinatosi sotto la guida di Ezio Santin all’oggi stellato Antica Osteria del Ponte alle porte di Milano, è arrivato ad Hong Kong nel 1993.

Per 18 anni, oltre all’apertura del ristorante Toscana all’interno del Ritz Carlton Hotel e del The drawing room insieme al collega Schuller, lo chef Bombana ha collezionato una serie indefinita di rinomate collaborazioni e riconoscimenti, come quello del 2006 come ambasciatore mondiale del Tartufo Bianco d’Alba dall’Enoteca Regionale di Cavour.

L’interno dell’8½ e mezzo Bombana di Shangai

Tornando all’8½ e mezzo Bombana, si può dire che sia in assoluto il suo più grande progetto personale, diventato simbolo del suo amore per il cibo e riflesso della sua filosofia. Filosofia che ha come caposaldo senz’altro la cucina italiana, raccontata attraverso i suoi piatti che non disdegnano, anzi, vengono valorizzati, anche dalle materie prime paradossalmente provenienti da tutto il mondo.

Lo chef, infatti, non ama limitarsi ai prodotti italiani ma è alla costante ricerca di ingredienti e prodotti che possano arricchire le sue ricette, raccontando l’Italia in differenti gusti e fregandosene delle critiche degli intransigenti. Grazie anche alla consacrazione con la terza stella Michelin a distanza di nemmeno due anni dall’apertura, lo chef ha aperto sull’onda del successo anche 8½ Otto e mezzo Bombana Shangai, ben due stelle Michelin, dove il nostro presidente della repubblica Sergio Mattarella ha cenato in forma privata l’anno scorso, un altro omonimo a Macao e l’Opera Bombana a Pechino, il cui capochef è il bergamasco Marino D’Antonio.

Il tartufo, spesso protagonista dei piatti di Bombana

Si può dunque dire senza paura che Umberto Bombana sia senz’altro uno dei rappresentanti più rinomati dell’arte culinaria bergamasca e del Belpaese all’estero, sia in qualità di chef che ormai di imprenditore essendo ormai diventato anche brand sinonimo di cucina d’autore.

Testo di Nicole Valenzano