Un altro talento orobico ha avuto il successo che meritava: stiamo parlando di Stefano Berzi, che si è aggiudicato il titolo di Miglior Sommelier dell’anno 2021, un premio sostenuto da AIS (Associazione Italiana Sommelier) e Trento DOC.

Il frutto di un percorso onesto, di studio, di determinazione.

Stefano gestisce con il papà Paolo e la mamma Monica la storica osteria di famiglia: l’Hosteria del Vapore. Un luogo che nei decenni ha subito profonde trasformazioni perchè la famiglia Berzi non ha mai smesso di mettersi in gioco, mantenendo alcune peculiarità, ma sempre cambiandone e rimodulandone tante altre.

E la scorsa domenica, una bella novità, che continuerà a dare linfa vitale alla proposta e al locale: un riconoscimento importante.

Chi lo conosce lo sa: Stefano non è uno da palcoscenico (seppur gli piaccia stare al centro dell’attenzione). Una persona timida, molto riservata, che per arrivare a questo riconoscimento ha utilizzato un’arma vincente: la conoscenza. “Non ho fatto altro che andare su quel palco, concentrarmi sul bicchiere e raccontare ciò che ho percepito. In quel momento non esisteva nulla e nessuno: c’ero io e il mio bicchiere”.

Nonostante sia in pratica nato appunto con il bicchiere in mano (Paolo Berzi è sommelier da oltre 30 anni), quando scelse la scuola non considerò il mondo del vino. Il suo infatti è un diploma alberghiero con indirizzo pasticceria. Ma fin da bambino le attività in osteria lo affascinavano, tanto che “mi facevano fare i caffè, nel tempo libero, quando non ero a scuola”. E poi, nel dicembre 2011, la scelta di diventare parte attiva di quel mondo in cui è nato e creasciuto: l’Hosteria del Vapore di Carobbio degli Angeli (Bg). Nel 2013 il primo corso AIS (a soli 19 anni), “anche se almeno fino al 2015 h continuato a servire il vino in modo distaccato, neutro”. Sì, perchè in quel periodo Stefano si è dedicato a studi in un altro campo, che lo appassiona molto: la filosofia medievale. Ma poi il grande ritorno, la scintilla, e la decisione di iscriversi al corso dedicato alla comunicazione del vino di ALMA. Da qui il vino è entrato a far parte totalmente della sua vita. Dopo il corso, si è aggiudicato tutta una serie di riconoscimenti, non solo italiani, come il primo posto al Ruinart challenge nel 2019.

Ma è dal 2016 che partecipa al premio in cui si decreta il Miglior Sommelier dell’anno, con diversi piazzamenti.

Questo l’anno in cui ogni sforzo è stato compensato.

Miglior Sommelier dell’anno 2021, un titolo che si è aggiudicato grazie alla determinazione e allo studio che l’ha visto protagonista in questi anni. Alla sua capacità di focalizzarsi su un obiettivo per poi raggiungerlo. La fatica del proseguire un passo alla volta, costruendo il proprio percorso con attenzione, consapevolezza, conoscenza e dedizione, sicuri che questa sarà per lui un’opportunità per fissare un nuovo punto di partenza.

Un esempio virtuoso anche per i tanti giovani che fanno fatica ad impegnarsi per raggiungere gli obiettivi in cui credono.

Costanza, studio, impegno e determinazione pagano.

Sempre.

Bravo Stefano.

Parole di Lara Abrati

Foto di Matteo Zanardi