Nel suo bagaglio ci sono gli insegnamenti di Gualtiero Marchesi e di Moreno Cedroni, poi tante tappe che l’hanno fatto crescere e fatto diventare il cuoco che è oggi. Ha talento Simone Breda, si vede e si sente se ci si siede al tavolo del suo Sedicesimo Secolo, il regno che condivide assieme alla compagna Liana Genini.

Qui nel novembre del 2019 è arrivata la soddisfazione più grande, la stella Michelin che ha suggellato impegno, sacrificio e coraggio, quelli che hanno spinto Simone e Lia a portare una cucina raffinata e ricercata tra le campagne della Bassa Bresciana, a Pudiano di Orzinuovi.

 

Bergamasco di Pumenengo classe 1985, ha aperto il Sedicesimo Secolo nel 2016 insieme alla compagna Liana, a sua volta bergamasca, di un anno più giovane. Si sono conosciuti nel 2000 all’alberghiero di San Pellegrino Terme: lui voleva diventare chef, lei maître e sommelier.

Breda nel 2009, a 24 anni, è stato stagista all’Albereta di Gualtiero Marchesi che puntò forte su di lui e lo fece capopartita per due anni; nel 2011, sempre con la compagna di vita, è entrato a far parte dello staff de Il Clandestino di Moreno Cedroni, nella baia di Portonovo, quindi ha varcato il confine e si è trasferito in Svizzera ed è poi tornato a casa, allo Spazio 7 di Torino. Prima di aprire il Sedicesimo Secolo tra le mura di un palazzo del XVI secolo, a Pudiano, feudo dei conti Caprioli fin dal 1500.

Simone Breda e Liana Genini

Una delle sale del Sedicesimo Secolo

Il benvenuto del Sedicesimo Secolo

A novembre la chiamata più bella, quella che tutti sognano: è l’invito per la presentazione della Guida Michelin 2019. È la conferma che il percorso fatto da Simone e Lia è quello giusto.

“Con la stella cambiano tante cose – spiega lo chef Breda -. Sicuramente hai un aumento del lavoro ma, al tempo stesso, crescono le aspettative della gente e lo stress. Poi però ti fermi a riflettere e capisci quale grande traguardo hai raggiunto”.

Capasanta arrostita, midollo caramellato, pesto di noci, polvere e brodo di cipolla rossa

Risotto al Franciacorta con riduzione al capretto e salvia

Branzino, carciofo, ostrica, cedro candito, brodo di cedro affumicato

“Come si affronta questo mix di emozioni? Ci si rimboccano le maniche e si abbassa la testa, perché il lavoro da fare è ancora tanto. Per noi – continua Simone Breda – questa stella è ancora tutta da scoprire perché, ne sono sicuro, il grosso del cambiamento deve ancora arrivare. Lo affronteremo giorno dopo giorno, come abbiamo sempre fatto”.

La stella, però, non sarà un punto di arrivo per Simone e Lia: “Il nostro ristorante – risponde sicuro lo chef bergamasco – l’abbiamo aperto con la voglia di crescere costantemente, quindi questo traguardo sarà solo un punto di partenza per quello che piano piano sarà il nuovo Sedicesimo Secolo”.

 

Parole di Luca Bassi
Foto di Matteo Zanardi