Quella della cucina napoletana, più che una tradizione, è un’arte che richiede passione: ci sono ingredienti da scegliere con cura e tempi da rispettare scrupolosamente. La preparazione di ogni piatto è un vero e proprio rito, e ogni ricetta è tramandata con amore e sapienza.

Portare Napoli fuori da Napoli è difficile, molto difficile. Ma per la famiglia Cerea nulla è impossibile, neppure trasformare per una sera Brusaporto in un piccolo angolo campano.

Francesco e Roberto Cerea
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Franco Pepe e la sua pizza napoletana
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Vincenzo Guarino e il suo raviolo caprese
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Vincenzo Nocerino e il suo baccalà mantecato
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Salvatore Bianco e la polpetta al ragù
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Roberto Cerea con Franco Pepe e i suoi aiutanti
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Ivano Veccia autore della pizza fritta
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Francesco Cerea e Nino Di Costanzo
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Tavolata di frutta nella zona dessert
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Franco Pepe
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Roberto Cerea con Nino Di Costanzo
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Giovanni Assante con la sua pasta e fagioli
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
La celebre salsiccia e friarielli del maestro Pepe
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Raviolo caprese in cottura nella salsa di pomodoro e basilico
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Il baccalà mantecato con scarola, patate e olive
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
La mozzarella di bufala di Alessandro Costanzo
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Il polipo di Peppe Aversa pronto ad essere inserito nel suo brodo
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Gli ziti con la genovese di Michele De Leo
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Babà nella zona dessert
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Babà nella zona dessert
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Il maestro Alfonso Pepe e la sua pasticceria classica napoletana
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Enrico Cerea con Franco Pepe
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa
Enrico Cerea con gli chef napoletani
La "Serata Napoletana" organizzata dalla famiglia Cerea al ristorante La Cantalupa

Venerdì 16 marzo La Cantalupa ha ospitato l’attesissima “Serata Napoletana”, un evento gastronomico di altissimo livello con sette stelle Michelin sparse tra Napoli e la costiera.

Il capitano dello show è stato senza dubbio Nino Di Costanzo (2 stelle Michelin a Ischia, al Dani Maison) con il suo famoso spaghetto ai 5 pomodori: potrebbe essere considerato lo spaghetto al pomodoro della vita.

I Cerea per una sera hanno solo fatto da registi: la mamma Bruna (che, evento nell’evento, proprio venerdì 16 marzo ha compiuto 77 anni), i fratelli Enrico, Francesco e Roberto, le altre donne di casa Barbara e Rossella. Tutti presenti, tutti in mezzo agli ospiti per farli sentire a proprio agio.

Francesco Cerea con Nino Di Costanzo, “regista” della serata

Gli ziti con la genovese di Michele De Leo

L’offerta distribuita nelle quindici isole sparse tra sala e cucina della location hanno soddisfatto proprio tutti.

C’erano i due Pepe: Franco, pizzaiolo famosissimo di Caiazzo, con le sue due pizze più famose, Il Sole nel piatto e NeroBroccolo; e Alfonso da Tramonti con tutta la sua spettacolare pasticceria classica napoletana, dalla sfogliatella alla zeppola fritta, dalla colomba pasquale al babà, dalla coda di aragosta all’immancabile pastiera napoletana.

Indimenticabile la polpetta al ragù portata da Salvatore Bianco del ristorante Il Comandante di Napoli: un trionfo di sapori che ci ha emozionato.

Superba anche la pasta e patate con provola affumicata e alici di Cetara di Danilo Di Vuolo, chef del ristorante La Caletta delle Terme Scrajo, appena piccante, perfettamente equilibrata, goduriosamente cremosa.

Immancabile la pizza fritta, offerta da Ivano Veccia del Ciccio a Forio d’Ischia.

La celebre salsiccia e friarielli di Franco Pepe

E poi? Tanti altri piatti, tutti ottimi: il baccalà con scarola di Vincenzo Nocerino della Locanda Nonna Rosa e gli ziti con la genovese di Michele de Leo (Rossellinis a Ravello), il brodo di polipo e sfogliatella, salsiccia e friarelli di Peppe Aversa (Il Buco a Sorrento), la ricotta e la mozzarella di Alessandro Costanzo del caseificio Costanzo di Aversa, la pasta e fagioli di Giovanni Assante del Pastificio Gerardo Di Nola, la mozzarella di bufala con salsiccia, friarielli e arancia di Gennaro Amitrano dell’omonimo ristorante di Capri, lo splendido raviolo caprese affondato nel sugo al pomodoro di Vincenzo Guarino del ristorante Il Pievano, i puparuoli mbuttunati (i peperoni ripieni) di Salvatore Giugliano del Mimì alla ferrovia e la mozzarella in carrozza con salsa acciughe di Domenico Stile dell’Enoteca La Torre di Roma.

Insomma, una parte di Napoli si è trasferita per una sera a Brusaporto ed è stata una festa vera e propria per più di duecento palati che hanno scelto di esserci. E che ringraziano.