Acquistare vino in un supermercato non sempre significa acquistare vino di bassa qualità. I numeri parlano chiaro: sempre più italiani decidono di fare shopping enologico nei superstore.

Senza contare il fatto che molte aziende del settore, grossisti e produttori, decidono di ampliare la propria rete di vendita anche affidandosi alla grande distribuzione organizzata, la cosiddetta gdo.

Gli scaffali dei supermecati, sempre più forniti di buon vino

Ok, non si avrà il trattamento che viene riservato in enoteca, il fascino di entrare in un luogo mistico dove vini, liquori ed ogni genere di bevanda fanno da padroni o comunque non sempre si troveranno grandi classici enologici come il “Barbaresco di Gaja dell’89”. Queste carenze, però, piano piano si stanno appianando: sempre più supermercati si avvalgono di sommelier qualificati che riescono a consigliere il vino ideale e, grazie ad accordi specifici, si stanno approvvigionando con vini dai nomi altisonanti.

Nota a parte sono i prezzi: raramente il costo del vino tra enoteca e gdo si differenzia in modo eclatante. Se in enoteca si possono acquistare in modo più “vantaggioso” i grandi classici, nei superstore si ha la possibilità di comprare “vini di media fascia” a prezzi più abbordabili grazie a sconti e volantini specifici.

L’interno di un’enoteca

La novità, se così si può chiamare, è comunque il web, nel quale le piattaforme di e-commerce stanno spuntando come funghi: qui si può trovare ogni tipo di vino, liquore o distillato. L’unica pecca resta comunque il dubbio sullo stato di conservazione o il metodo utilizzato nello stoccaggio dei vini. Da una semplice immagine non si riesce a valutare la bottiglia. Ma resta comunque la comodità di ricevere il tanto amato “succo d’uva” direttamente a casa propria e molte volte a prezzi estremamente competitivi.

Il vino si può trovare anche su internet, grazie all’e-commerce

Sia che si parli di acquisti in enoteche, su internet o nella gdo, il popolo italiano si attesta ogni anno tra i primi consumatori di vino al mondo anche se, ultimamente, si è appurata una lieve flessione sui consumi.

Una bellissima notizia: restano comunque in crescita costante i dati sulla qualità del vino consumato. Si può dire che rispetto a qualche anno fa l’italiano beve meno, ma meglio.