Ha aperto da pochi giorni a Bergamo un luogo unico; un forno in cui l’esperienza di gusto inizia già dal parcheggio, prima di varcare la soglia della porta: potete fare il pieno di quel buon profumo di pane appena sfornato. E’ RioBakery, un laboratorio di panificazione pensato e voluto da Nicola Cassi, che già gestisce insieme alla famiglia lo storico Rio Bar, in via Baioni, sempre in città.

Sono passati diversi mesi (quasi anni) da quando Nicola ha iniziato a mettere le mani in pasta. E da alcuni giorni il sogno si è trasformato in realtà. Il laboratorio si trova in via P. Ruggeri da Stabello, 86 ed è aperto a orario continuato dalle 7 alle 19 dal martedì al sabato, la domenica dalle 7 alle 14.

In foto: Alice, Afra, Nicola, Francesca, Roberto e Andrea

All’ingresso un grande bacone che custodisce tutti i prodotti che ogni giorno vengono sfornati da un team di giovani appassionati e professionisti del settore.

Li potrete veder lavorare sul grande banco al centro del laboratorio, di fianco al forno e limitrofo alla zona in cui si impasta.

Attrezzature moderne che permettono anche una perfetta gestione della pasta madre, utilizzata nella sua versione liquida (licoli), sia per il pane che per i croissant. Diversa invece è la produzione delle pizze in teglia, per le quali si utilizzano farine semi-integrali e lievito di birra.

La giornata parte davvero presto a RioBakery, perchè la rivendita apre i battenti alle ore 7 del mattino, ma in laboratorio il pane si inizia ad infornare alle 5. Poi i croissant, le pizze e… via che si riparte con gli impasti per il giorno successivo.

Materie prime vive e farine al 100% provenienti da grano italiano. Non solo, oltre alle integrali e semi-integrali di frumento tenero, è possibile trovare anche il pane di segale, il farro bianco, il kamut, quello a base di grano duro. E ancora, il pane di tumminia, la saragolla, il senatore cappelli, la maiorca o la iervicella. Indicati molto chiaramente anche i molini di provenienza della farina: dal Molino Agostini, che produce farine biologiche, fino al piemontese Molino Marino, infine, il siciliano Molino del Ponte.

Le focacce e le pizze vengono invece farcite con ingredienti freschi, secondo stagione e disponibilità di mercato. Solo per citarne alcune, l’imbottita con mozzarella, coste bianche e catalogna, poi la classica margherita o la pomodoro e origano. La golosa con pomodoro, mozzarella fior di latte, alici e basilico, per passare alla patate e rosmarino o la classica stracciatella e mortadella. E’ possibile anche consumarle in loco.

Ecco, un luogo che porta la mente ai piccoli forni che è facile trovare nei paesi del nord Europa: passeggiando per le vie di Londra, ma anche di Copenaghen è facile imbattersi in questi luoghi: spazi che profumano di buono, dove la cultura della panificazione si mantiene più viva che mai. Un mondo che affascina, seduce. Un pane buono per davvero, che dura a lungo, perfetto da tenere in casa. Un pane non solo buono da mangiare: un pane buono da pensare.

Fateci un salto, merita la visita.

Parole di Lara Abrati

Foto di Matteo Zanardi