Se pensiamo alle bollicine, in Italia, la mente ci porta subito al Prosecco. Indubbiamente è il fenomeno enologico del momento nel nostro Paese e nel mondo, capace di superare lo Champagne per quantità di esportazione nel mondo.

La Glera è un vitigno vigoroso, componente principale del Prosecco, che, con piccole quantità di altri vitigni autoctoni, riesce a creare un profilo sensoriale unico: giallo paglierino con riflessi verdolini, sentori di mela e di pera, una struttura leggera, fresca e vivace con una nota sfumata di sapidità e persistenza fruttata. Prodotto utilizzando il metodo Charmat, rimarca ancora più le note fruttate che già gli sono conferite dal vigneto. Queste sono le caratteristiche di questo vino che nasce anche in minima parte nelle varianti tranquillo e frizzante.

Viene prodotto nella denominazione “Prosecco D.O.C.”, la cui area vinicola si estende in Veneto nei comuni di Treviso,Venezia, Padova, Vicenza e Belluno proseguendo in Friuli all’interno dei comuni di Pordenone, Trieste, Gorizia e Udine.

Il Prosecco, oltre che D.O.C., è riconosciuto anche in due D.O.C.G.: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. e nella denominazione Colli Asolani Prosecco D.O.C.G.

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La zona di produzione più pregiata è Cartizze, un cru di poco più di 100 ettari che dà origine ad un ottimo spumante, il Cartizze Superiore, prodotto per lo più nella versione dry che non oppone resistenza quando chiamato ad abbinarsi a stuzzicanti aperitivi.

Ovviamente, la celebrità ha un prezzo da pagare anche per quanto riguarda i vini. Il Prosecco risulta essere il prodotto italiano più contraffatto nel mondo. Capita infatti di trovarlo in lattina, alla spina, rosè, oppure venduto con altri nomi per “ingannare” consumatori poco informati che non conoscono a pieno questo vino. E pure internet ci mette del suo: sulle maggiori piattaforme di vendita online, sono stati trovati migliaia di lotti di questo “vino” taroccato.

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Per contrastare questo fenomeno, oltre al rigido disciplinare, è stata creata un’associazione – chiamata “Sistema Prosecco” – dai tre consorzi che stanno alla testa della produzione di questo vino.

Insomma, sia che si chiami Kressecco, Whitesecco o Meersecco il nostro unico e vero Prosecco D.O.C. non molla un colpo e si sta affermando come uno dei fenomeni enologici del momento in tutto il mondo.

Quando la semplicità diventa pregio.