Bastava dire “pizza”, fino all’altro ieri, per intenderci alla perfezione. A Bergamo, come in quasi tutta la Lombardia, si avevano giusto un paio di modelli di riferimento: la classica e generica tonda e – a lunghi passi di distanza, più rari – i tranci alla toscana.

Oggi, invece, il mercato di tutto il nord Italia è stato invaso da Sua Maestà la napoletana, bassa all’interno, gonfia lungo il bordo con quel cornicione spesso ripieno di formaggio o di salumi.

Anche Bergamo ha subito questa (quasi sempre piacevolissima) invasione.

E da aprile, nella centralissima via Camozzi, sono arrivati tre fratelli napoletani, Katia, Ciro e Antonio Coppola (già proprietari di quattro locali Napule è tra Milano e Como), che hanno portato sotto le Mura venete Pizzantò, un valido esempio di pizza partenopea.

Katia Coppola di PizzAntò

Da Pizzantò – quasi inutile dirlo – la pizza è una cosa molto seria: “La rispettiamo in tutto e per tutto – ci spiega Katia Coppola -. Non ci piacciono quelle super lievitazioni che durano ore e che servono solo per fare notizia, noi seguiamo quelle semplici e fondamentali regole che fanno sì che nel piatto dei nostri clienti arrivi una pizza preparata a regola d’arte”.

Katia e Ciro si occupano della sala, mentre Antonio, il più piccolo dei tre fratelli-imprenditori, è la vera e propria mente creativa: “Lui è quello che inventa, che osa – racconta Katia -, sempre rispettando la pizza che viene fatta seguendo la tradizione napoletana”.

La bufala con mozzarella di bufala

La salsigiana con parmigiana di melanzane e salsiccia napoletana

Quelle arrivate al nostro tavolo, la classica ‘bufala’ con mozzarella di bufala e una fantastica ‘salsigiana’ con mozzarella fior di latte di Agerola, straccetti di parmigiana di melanzane, salsiccia napoletana e olio evo, sono state entrambe promosse a pieni voti: ben lievitate e ben cotte, non sono rimaste pesanti e non si sono riproposte durante la giornata.

Fiori di zucca ripieni

La mozzarella di bufala

Tris di fritti

Molto buoni anche gli antipasti ordinati in attesa della pizza: i fiori di zucca ripieni di provola e ricotta, la mozzarella di bufala accompagnata da prosciutto crudo di Parma e il tris di fritti con la crocchetta di patate, la frittata di pasta e l’arancino di riso.

Molto interessante anche lo sfogliandino, una sorta di focaccia calda piegata e farcita all’interno come se fosse una pizza, “che abbiamo creato in una serata strana, nella quale avevamo voglia di pizza ma non della solita pizza” racconta ancora Katia Coppola.

Sfogliandino con crudo di Parma, Parmigiano e insalata

Non mancano i dolci, naturalmente: dal babà alla delizia al limone, dal tiramisù alla pastiera napoletana, fino ad arrivare ai peccati di gola, delle ciambelline calde ricoperte di Nutella e granella di nocciole.

I prezzi sono quelli che servono per mangiare una buona napoletana: la margherita semplice viene venduta a 6,90 euro, mentre le pizze più ricche di ingredienti spaziano dai 10 ai 12 euro.

 

Testo di Luca Bassi
Foto di Federico Valentini