Un vero disastro quello che ha coinvolto la produzione olivicola dell’alto sebino. Dopo un annata pessima, quella del 2019, con un raccolto azzerato a causa di agenti patogeni, quest’anno si ripete la stessa storia, ma la causa è diversa. I temporali che si sono abbattuti nella zona dell’alto Sebino della settimana scrsa hanno distrutto i 3/4 del raccolto, che fino a pochi giorni fa prometteva bene.

Un disastro.

Nella zona dell’Alto Sebino si trovano circa 50 ettari di oliveti: un terzo della superficie provinciale dedicata a questa coltivazione.

Tra venerdì e domenica scorsi, ripetuti episodi di vento forte e grandine hanno martoriato una delle coltivazioni di nicchia che caratterizzano l’agricoltura bergamasca e dopo alcuni giorni la gravità di quanto è successo appare in modo chiaro, come è stato rilevato dai tecnici di Coldiretti Bergamo.

“Il raccolto si preannunciava di ottima qualità, ma in pochi minuti gli olivicoltori hanno visto sfumare la possibilità di recuperare il danno subito nella scorsa annata che era stata pessima per quanto riguarda la produzione dell’olio – spiega Andrea Longaretti, responsabile settore olivicolo di Coldiretti Bergamo -. In questo periodo le olive si trovano in una fase delicata perché stanno entrando nel pieno della maturazione, pertanto i danni dei giorni scorsi sono irreversibili”.

Tra gli operatori del settore lo scoramento è generale.

“Vento impetuoso e grandine fitta si sono abbattuti sui nostri 800 ulivi in due riprese – racconta Anna Catarzyna Golonka di Costa Volpino – e nel giro di 30-40 minuti si è consumato il disastro. L’80 % delle olive è caduto a terra e il restante 20% è rimasto comunque danneggiato. Se si potrà recuperare si vedrà solo nelle prossime settimane.  Valuteremo se converrà  procedere  con la raccolta perché questa operazione viene fatta interamente a mano e quindi ha dei costi non indifferenti, non so se ne varrà la pena vista la scarsa produzione che otterremo”.

Gli fa eco Gianluigi Gualini, che coltiva 345 ulivi a Costa Volpino: “Quest’anno gli ulivi erano carichi e avevamo delle buone aspettative per il raccolto, purtroppo la grandine e le forti raffiche di vento hanno fatto cadere il 70% circa delle olive, e quelle rimaste sui rami sono tutte rovinate, non so se quest’anno riusciremo a produrre l’olio DOP che richiede olive di alta qualità”.

La situazione è molto pesante anche alla Società Agricola Alba che conta circa 400 ulivi a Costa Volpino e produce olio DOP: “La grandinata ha fatto cadere il 70% circa delle olive, speriamo di riuscire a salvare qualcosa e di non ritrovarci anche quest’anno senza produzione”.

L’olivicoltura bergamasca non presenta certo grandi numeri, ma è un comparto che negli ultimi anni ha fatto importanti passi in avanti e rappresenta una tipicità per il territorio dove è presente.

Si prospetta un altro anno di sofferenza per l’olivicoltura bergamasca.