Qualche serranda chiude, il momento effettivamente non è felicissimo. Ma guai a dire che il centro di Bergamo sta morendo. C’è ancora chi ci crede. E investe.

Per conferma chiedere a Jacopo Bravi, classe 1983, uno degli ultimi ristoratori arrivati in via Sant’Orsola con la sua pizzeria Mòrso.

Una famiglia legata al mondo della cucina alle spalle, un padre fornaio, una formazione strettamente orientata verso l’enogastronomia. Mòrso era il risultato più ovvio per Bravi, che in questi primi mesi ha già stupito chiunque abbia scelto di sedersi a uno dei suoi tavoli.

Stupisce il locale, arredato con semplicità e buon gusto, con pochi coperti e il forno dei pizzaioli a vista.

Stupisce la grande cordialità di chi accoglie, un elemento troppo spesso dato per scontato ma non così certo quando si entra in un locale.

Pizza e fichi

Pizza Mòrso

Pizza vegana, con caponata di verdure

E poi stupisce la pizza, buona per davvero in ogni aspetto: l’impasto è sempre semi-integrale, con le farine rigorosamente di Molino Quaglia. Sottile al centro e con un cornicione a regola d’arte: è la vera pizza di Napoli, anche se non siamo a Napoli.

Per i condimenti, niente scatolame: “Usiamo solo prodotti di stagione, meglio se della zona di Bergamo – ci spiega Bravi -. È capitato di dover subire il malcontento di qualche cliente che chiedeva dei carciofi a luglio, che noi non avevamo. Del resto la nostra filosofia è questa: per fare una buona pizza non basta un ottimo impasto, bisogna anche condirla con una materia prima di qualità”.

Ovviamente, le proposte cambiano in continuazione, seguendo la stagionalità degli ingredienti.

Tra le pizze più interessanti ci sono la “vegana” con caponata di verdure, la “mediterranea”con olive taggiasche e pomodorini secchi, la “Mòrso” con mozzarella di bufala Dop, Grana Dop e culaccia di crudo.

Ma anche la “orobica”, dove la pancetta croccante e lo stracchino antico bergamasco si contendono il ruolo di protagonista.

Pizza orobica

Pizza mediterranea