Cinque new entry e cambio di look per la 37esima edizione di Le Soste, l’Associazione nata da un gruppo composto da alcuni tra i maggiori chef italiani per condividere spunti e progetti sull’enogastronomia italiana d’eccellenza e promuovere gli ideali di cultura gastronomica, convivialità, accoglienza, cortesia e raffinatezza. Sul modello cult delle grandi Associazioni francesi come Traditions et Qualité e Relais Gourmands.

A proposito dell’operazione di restyling spiega Mario Cucci, Mediavalue, editore del volume “abbiamo dato una nuova raffinatissima veste grafica al volume dalla copertina blu notte” dove campeggia in oro l’inimitabile logo della freccia stilizzata dell’artista Emilio Tadini. Volume vera icona della storia dell’Associazione che raccoglie i migliori ristoranti di cucina italiana in Italia e nel Mondo. “Abbiamo scelto di rendere i volti degli chef i protagonisti di un’intera pagina del volume per sottolineare l’essenza del fattore umano che porta i clienti a ritornare alle tavole preferite”.

Quest’anno a quota 91 gli associati che si impegnano ogni giorno a esaltare il concetto di Made in Italy sulla liason di quell’approccio di eleganza e accoglienza che li accomuna.

“Sosteniamo progetti di alta gastronomia a difesa del patrimonio e della cultura italiani” afferma Claudio Sadler, chefe e patron di Sadler Milano e presidente di Le Soste “e selezioniamo gli associati attraverso il nostro consiglio direttivo”.

Mario Cucci con il giornalista Roberto Perrone

Servono requisiti imprescindibili per diventare soci come ”avere almeno una stella Michelin e una buona qualificazione nelle altre guide. Da statuto il ristoratore deve dimostrare un forte impegno nel proporre la cucina italiana, anche se opera all’estero”. Una guida sempre più internazionale che sposa un’ottica di globalizzazione e modernità tipica di un’Associazione che si evolve, con apertura a Svizzera, Montecarlo, Slovenia, Giappone, Spagna e Lussemburgo.

E due sono le new entry straniere. Il Ristorante-Luca Fantin all’interno dell’Hotel Bulgari Tokyo (non fa parte del circuito Niko Romito) per un’interpretazione gourmet della cucina italiana in Asia. Amelia di San Sebastiàn diretto dal giovane Paulo Airaudo creatore di una personalissima versione di fine dining tutta italiana in terra di Spagna.

Tre, invece, le new entry italiane. Cracco, Milano, nuovo nato dello chef Carlo Cracco. Magnolia, Cesenatico, grazie all’abile mano dello chef Alberto Faccani. Taverna Estia, Brusciano, Napoli, con l’eleganza dello chef Francesco Sposito.

“L’aspetto interessante delle Soste è il primo approccio perché si entra in una grande famiglia” chiosa Francesco Cerea, Da Vittorio Bergamo, consigliere dell’Associazione che “ci dà stimoli per migliorare, fare gruppo, confrontarci e avere la forza di far capire la nostra cucina nel mondo”. Di fronte a un cliente sempre più attento verso una ristorazione di qualità c’è un cambio di paradigma ” dobbiamo anticipare insieme l’evoluzione della cucina, quella alta, e essere preparati per andare oltre le aspettative dei clienti. Faccio ormai parte delle vecchie glorie e guardo con interesse chi riesce a emergere nella nuova generazione e lascia un segno nella storia della cucina italiana”.

Mario Cucci con Francesco Cerea del Da Vittorio

Dello stesso avviso è Viviana Varese, Alice Milano e consigliere di Le Soste che sostiene una cucina che abbia solide basi. “ Appartengo a una famiglia che ha alle spalle un secolo di ristorazione. La realtà milanese mi ha dato lo stimolo a spaziare in ogni dove, ma sempre mantenendo ferma la mia cultura fatta di attenzione nella selezione delle materie prime e impegno nel cercare equilibrio tra tradizione e innovazione”. L’eccellenza crea il valore che “il cliente deve percepire nel nostro modo di fare ristorazione”.

In un universo ristorativo in grande fermento “ Le Soste sono la punta di diamante, un autentico asset della ristorazione italiana” sottolinea Roberto Calugi, direttore generale FIPE “ che individua nella crescita dei consumi fuori casa la tendenza nel prossimo decennio. “Oggi stiamo vivendo un problema di eccesso di offerta ristorativa, inversamente proporzionale alla proposta qualitativa” E, a fronte di questa liberalizzazione selvaggia “le Soste fortunatamente custodiscono le eccellenze, là dove qualità e prossimità al territorio sono le carte vincenti”.

guida le soste

La guida Le Soste, giunta alla 37^ edizione

Trentasette anni di impegno che, a partire dalla prima generazione di soci fondatori (tra cui ricordiamo Gualtiero Marchesi), continua oggi con le nuove generazioni sempre con grande dedizione verso la ricerca della tradizione più pura e spinte innovative di creatività per dar vita a tutte le sfumature della cucina italiana.

Alle 25mila copie in lingua italiana e alle 10mila copie in lingua inglese distribuite nei ristoranti del circuito si affianca oggi la guida online dove i soci possono modificare in autonomia i dati e aggiungere notizie sul ristorante, le promozioni, gli eventi.

Associazione Le Soste
www.lesoste.it