Nel mondo vitivinicolo sono sempre di più in aumento i produttori interessati alla salvaguardia dei microambienti. Tutto questo è ottenibile attraverso piccoli accorgimenti che vanno applicati alla vinificazione partendo direttamente dalla vigna.

Giungiamo dunque alla nascita dei così detti vini biologici: totale assenza di concimazione chimica e nessun sistema innaturale antiparassitario. Si concima quindi con prodotti naturali e con una maggiore frequenza ma con un ritmo ben scandito, andando così a creare una pianta più resistente agli attacchi parassitari e con una vocazione al produrre un frutto più equilibrato e buono, sfavorendo una produzione quantitativa.

Si va alla ricerca del perfetto equilibrio tra vite, terreno e clima.

È questo il caso di Le Corne, azienda vitivinicola di Grumello del Monte, che con i suoi 22 ettari vitati si distingue per essere l’azienda a corpo unico più grande della provincia di Bergamo. Da due anni a questa parte, grazie al lavoro dell’enologo Massimo Gigola, ha iniziato una trasformazione in vigna verso la creazione di vini completamente biologici.

I vigneti di Grumello del Monte

Il nome di questa azienda si rifà alla presenza del “Cornal”, chiamato così in dialetto bergamasco, un costone di pietra arenaria di Sarnico composto per lo più da calcare e sabbia, che abbraccia quasi tutte le vigne fino a fondersi direttamente con la torre.

La lavorazione del vino a Le Corne inizia da prima del 1500 fino ai giorni nostri, dove con un pizzico di innovazione vengono lavorati vini biologici di grande carattere.

Le tracce di questa cantina si perdono nel passato e lo si capisce subito dalla torre del XIV° secolo che accoglie gli ospiti all’ingresso dell’azienda, accorpata poi verso il 1700 con diversi cascinali che compongono il nucleo centrale della struttura. Vi sono addirittura tracce di un passaggio della nobile famiglia dei Gonzaga verso il 1800.
E’ proprio grazie alla presenza, sopra citata, di questa pietra nel terreno che la vigna dà il meglio di se. Le pietre sminuzzate nel sottosuolo permettono un drenaggio ottimale che manda in stress la vite per cercare sacche d’acqua per alimentare gli acini.

Nella cantina viene prodotto il classico DOC della Valcalepio rosso biologico, ma trovano anche spazio prodotti a monovitigno, sempre biologici, nella linea Forte Terra come il Pinot Grigio e lo Chardonnay e lo speciale Vento Fermo, un Merlot in purezza senza solfiti. Un vino, quest’ultimo, di pronta beva che ha i caratteristici profumi vinosi di frutta fresca pur rimanendo al palato molto armonico e fresco.

Degno di nota il loro vino più importante Corne, molto più complesso, prodotto da Merlot e Cabernet Sauvignon atto ad un medio-lungo invecchiamento per smorzare la forte presenza di tannini iniziale, firma inconfondibile dell’enologo Gigola.

Interessante anche la collezione Divenire, un Pinot Noir in purezza che riporta sulla propria etichetta un chiaro riferimento al percorso artistico del grande compositore bergamasco Gaetano Donizetti.

Ma arriviamo alla parte più divertente, le tre domande di rito che sempre faccio quando visitando una cantina, trovo una persona che degusta con me i suoi prodotti e cede al mio gioco:

1- Consigliaci un abbinamento tradizionale con un tuo vino.
L’enologo Gigola ci consiglia come abbinamento tradizionale un buon bicchiere di Corne con un pezzo di carne stracotto, brasato per diverso tempo a bassa temperatura.

2- Consigliaci un abbinamento originale con un tuo vino.
Massimo si sbizzarrisce poi proponendoci come abbinamento estroverso un particolare bicchiere del loro metodo charmant prodotto da fermentazione diretta di uve di Moscato Giallo con una fetta di stracchino nostrano Monte Bronzone.

3- Con che vitigno faresti all’amore e a che donna famosa lo ricolleghi.
Cede poi alla domanda più piccante… Farebbe l’amore con la vite Pinot Noir, paragonandola a Maria Callas: i toni eleganti della sua voce ricordano i sentori caldi di questo vino, mentre la sua estensione di tonalità si può ricondurre ai profumi speziati di questa vigna.

 

Parole e foto di Federico Barbieri Sommelier AIS – Papillon in vigna