Più di 10 milioni di impression e decine di articoli sulle principali testate nazionali in due soli giorni. È proprio il caso di dirlo: la pizza margherita di Carlo Cracco è stata l’assoluta protagonista del weekend appena passato.

Sfottuta e insultata soprattutto dai napoletani, la preparazione servita nel nuovo locale dello chef vicentino in Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, nel giro di poche ore ha letteralmente fatto il giro del mondo grazie ai social.

Probabilmente pochi altri piatti possono godere al momento di una fama simile.

La pizza margherita di Cracco

Fatta con farine biologiche macinate a pietra – che trasformano la base in una specie di biscottone -, salsa densa di pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala tagliata a fette e disposta come un fiore, e basilico (in semi) appare effettivamente bruttina da vedere.

Sono stati milioni gli italiani che hanno commentato in modo ironico (qualcuno anche esagerando, cosa tipica del web) la pizza rivisitata di Cracco, in molti dicendosi perfino sconcertati di fronte ai 16 euro per i quali viene venduta.

Ma quante di queste persone hanno davvero assaggiato quella pizza margherita?

Il problema sta proprio lì: nessuno l’ha assaggiata, ormai bastano una foto e un prezzo per dire tutto e il contrario di tutto.

L’attenzione spropositata che ha attirato quel piatto ha poi generato l’effetto contrario: pubblicità gratuita, curiosità ai massimi livelli e prime pagine dei giornali.

Insultate pure la sua pizza, Cracco vi ringrazierà.