Il Ristorante Toscano di Robbiate (in provincia di Lecco), ubicato al confine con la provincia di Bergamo, sul fiume Adda vicino al famoso ponte di San Michele, compie 50 anni: un traguardo importante, non scontato. Una storia prima di tutto di coraggio, che parla di passione e ambizione.

Sono passati ormai molti anni da quando un giovane Nello Bruni partì da Monitchiello di Pienza (a Siena) alla volta della grande Milano, senza ben sapere dove sarebbe finito. Aveva solo 18 anni.

“Erano altri tempi, iniziai a lavorare come lavapiatti e poi come aiuto cuoco e, infine, come cameriere. Una volta pronto il mio titolare mi spronò a intraprendere qualcosa di mio. Ecco che allora, con mia moglie Candida, anche lei cameriera e conosciuta grazie al lavoro, aprimmo il ristorante con una coppia di amici”. racconta Nello Bruni, fondatore del ristorante.

All’interno del Ristorante Toscano

L’inconfondibile ponte di San Michele visto dal Toscano

Era il 20 febbraio del 1970 quando le porte del ristorante aprirono i battenti. Le pentole sul fuoco e i primi ospiti; dopo un cambio di nome e di proprietà, rimase a Nello e Candida.

“Iniziammo con il proporre una cucina un po’ diversa da quella locale, per questo motivo inizialmente ci fu un po’ di diffidenza, ma poi i nostri salumi e formaggi selezionati e stagionati in proprio, la cucina toscana, il pesce e la cura nel servizio ci fecero iniziare a lavorare bene…”, racconta ancora Nello.

Un sogno divenuto realtà che ha saputo resistere nei decenni con la sua cucina tradizionale. Oggi sono molti gli ospiti che vanno al Toscano ormai da generazioni intere. Ospiti che si sentono davvero come a casa: un traguardo professionale e, allo stesso tempo, famigliare.

Nello Bruni, al centro, con la nuora Roberta e il figlio Giovanni

Al fianco di Nello nella gestione del ristorante, il figlio Giovanni con la moglie Roberta e le tre figlie Sara, Asia e Anna.

La passione per il vino ha spinto Giovanni ad affiancare ai salumi e ai formaggi una grande selezione di vini, custoditi con cura maniacale nella cantina nata nel 2005.

La proposta ai giorni nostri è rimasta una cucina tradizionale che si rifà ai grandi classici italiani, con inclinazioni verso la tradizione regionale toscana e alla cucina a base di pesce di mare.

Tra i grandi classici, i tagliolini neri all’astice, la fiorentina cotta a a vista, ma anche i piatti della tradizione italiana e i piatti nati nel corso degli anni nella cucina del ristorante e poi divenuti storici come gli spaghetti alla Carlona o i panzerotti alla pugliese.

Acquadelle fritte

Caprini di Montevecchia

Franciacorta BRUT Majolini

Per festeggiare, la famiglia Bruni offrirà dal 20 febbraio al 9 aprile 2020 a tutti gli ospiti della sera (e nel fine settimana anche a mezzogiorno) l’aperitivo a base di acquadelle fritte e caprini di Montevecchia, il tutto accompagnato da una bottiglia di Franciacorta BRUT Majolini: i piatti forti del passato, con un deciso sguardo al futuro.

“Quando aprimmo, da Milano gli ospiti venivano per mangiare questo: le acquadelle e i formaggini di Montevecchia. Abbiamo deciso di riproporli abbinati a un vino nato da una concezione invece più nuova rispetto all’epoca, durante la quale non vi era ancora attenzione al vino: il Francacorta brut della cantina Majolini”, racconta Giovanni.

In settimana invece, una golosa e completa pausa pranzo ad un prezzo speciale di 20 euro con un primo, secondo, caffè, bicchiere di vino e acqua.

Parole di Lara Abrati
Foto di Matteo Zanardi