Alba, Bergamo e Parma ripartono dal cibo e dal patrimonio culturale enogastronomico: da giovedì 21 ottobre le tre città e i rispettivi territori costituiscono un unico grande distretto enogastronomico, un’alleanza per realizzare politiche comuni di valorizzazione e promozione internazionale dei tre territori.

Tre città che sono già accomunate dall’appartenenza al Network delle Creative Cities UNESCO: il network è strutturato in aree tematiche (Gastronomia, Letteratura, Design, Media Arts, Musica, Arti e Artigianato, Film) e ciascuna città aderisce scegliendo un ambito di riferimento, ma impegnandosi anche in attività e progetti transettoriali che coinvolgono i restanti settori. Per quello che riguarda la Gastronomia, in tutto il mondo sono circa 25 le città che possono fregiarsi di questo titolo, tre (Bergamo, Alba e Parma appunto) nel nostro Paese.

Bergamo è entrata nella rete delle città Creative nel 2019, quando si è vista riconoscere il titolo per via della propria arte casearia e della produzione di formaggi. Bergamo è infatti l’unica provincia italiana ed europea con nove D.O.P. casearie: Bitto, Formai de Mut dell’Alta Val Brembana, Grana Padano, Gorgonzola, Taleggio, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Strachitunt, Salva Cremasco.

Grazie ai suoi formaggi Bergamo è la città con più D.O.P. d’Italia

La firma al protocollo che ha dato vita al Distretto è avvenuta nella giornata di giovedì 21 ottobre, nella Sala dei Giuristi del palazzo della Ragione di Bergamo Alta, alla presenza dei sindaci delle tre città, Carlo Bo per Alba, Giorgio Gori per Bergamo, Federico Pizzarotti per Parma.

Oltre a consolidare il ruolo delle Città Creative UNESCO italiane all’interno del Network e sviluppare forme di collaborazione tra le città della rete UCCN, i tre territori si promuoveranno come un’unica, allargata destinazione turistica, creando collaborazioni e alleanze tra le rispettive associazioni di categoria, gli operatori economici, le istituzioni formative.

Non solo: Alba, Bergamo e Parma parteciperanno insieme a bandi nazionali e internazionali, alle fiere turistiche e agli eventi culturali ed enogastronomici previsti nei rispettivi territori e si impegnano a creare un calendario condiviso di eventi da proporre in Italia e all’estero.

Giorgio Gori, Carlo Bo e Federico Pizzarotti sanciscono la nascita del distretto

“La costruzione di reti tra città – spiega il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – ha ancora più importanza in questo momento, mentre cerchiamo di lasciarci alle spalle l’emergenza pandemica e di ripartire. Lo abbiamo fatto quando ci siamo presentati con Brescia come Capitale della Cultura per il 2023, lo stiamo facendo nella costruzione di una rete delle Città della Musica, cioè le città che hanno dato i natali ai più importanti compositori d’opera italiani, lo stiamo facendo anche per quel che riguarda la gastronomia. Il cibo, il nostro saper fare enogastronomia costituiscono un volano ulteriore per la ripartenza dei nostri territori. Da realtà manifatturiera che ha riscoperto e valorizzato solo in tempi più recenti la sua tradizione gastronomica, siamo felici di proporci a livello internazionale con Alba e Parma come un unico grande distretto gastronomico: stiamo lavorando con impegno per tradurre in iniziative concrete il protocollo che abbiamo siglato oggi e a proporci al mondo come un’unica grande realtà enogastronomica, con una cultura del cibo impareggiabile a livello globale”.

La firma, tra l’altro, che cade in un fine settimana particolare per la città di Bergamo: in questo week end, infatti, si svolge anche la manifestazione di promozione dell’arte casearia bergamasca FORME e l’appuntamento con il Network internazionale delle Città Creative dell’UNESCO, in programma nel capoluogo orobico il 22 ottobre.