Passano da 12 a 11 le stelle Michelin in terra bergamasca. Quella che si “spegne” è quella assegnata fino al 2018 all’Antica Osteria del Camelì di Ambivere, assente nella nuova guida che è stata presentata venerdì 16 novembre all’auditorium Paganini di Parma.

La buona notizia per il mondo enogastronomico bergamasco è la conferma delle tre stelle ai fratelli Cerea e al loro ristorante Da Vittorio di Brusaporto. Non che vi fossero molti dubbi al riguardo.

Confermata la stella, invece, ad altri sette ristoranti bergamaschi già presenti sula guida del 2018: il Saraceno di Cavernago di Roberto Proto, l’A’Anteprima di Chiuduno dello chef Daniel Facen, il San Martino di Treviglio della famiglia Colleoni, l’Osteria della Brughiera di Stefano Arrigoni e dello chef Stefano Gelmi, il Florian Maison di San Paolo d’Argon di Umberto De Martino, il Frosio Ristorante di Paolo Frosio, il LoRo di Francesco Longhi e dello chef Pier Antonio Rocchetti e il Casual di Città Alta di Enrico Bartolini e dello chef Alex Manzoni che si conferma l’unico stellato di Bergamo città.

Nelle vicinanze della provincia di Bergamo c’è una delle più belle novità della nuova guida, quella rappresentata dal Ristorante Sedicesimo Secolo di Simone Breda e Liana Genini. Aperto nel 2016, il locale di Orzinuovi ha conquistato l’ambitissima (e meritatissima) stella. Ve ne abbiamo parlato QUI, su BergamoFoodNews.

La guida 2019 sarà in vendita da lunedì 19 novembre

Nelle pagine della guida 2019 c’è anche il Bib Gourmand, ovvero la faccia sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi. Rappresenta i ristoranti che propongono una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 32 euro: in terra Bergamasca il riconoscimento è toccato alla Trattoria Dentella di Bracca e all’Osteria Burlingo di Palazzago.

Gli stellati italiani nel 2018 erano 356, dei quali 9 tristellati. Oggi, sulla guida del 2019, sono diventati 367 con 10 tre stelle Michelin: Uliassi di Senigallia la grande novità nell’Olimpo della ristorazione italiana.