Il Festù de San Gioàn è una sagra vera e autentica: pochi piatti ben preparati, prezzi popolari e tanti sorrisi. Siamo in provincia di Bergamo, tra Foresto Sparso, Villongo, Zandobbio ed Entratico, a cavallo tra la Valcalepio e la Valcavallina.

Pochi la conoscono, anche perché non vi è alcun modo di reperire informazioni a riguardo: pochissimi posti a sedere e tanta convivialità. Niente avvisi, pubblicità o cartelloni, solo il sano e ormai fuori moda passaparola.

Nell’epoca in cui tutto diventa occasione di guadagno e si è persa la sottile differenza tra sagra e attività temporanea di ristorazione, questa è quasi una cena allargata fra amici con piatti semplici e classici giochi con i numeri.

Grigliatore al lavoro al Festù

La chiesetta di San Giovanni delle Formiche

Un’occasione inoltre per vedere e godere del luogo in cui sorge la piccola chiesetta di San Giovanni delle Formiche, ora stupenda location per matrimoni, ma purtroppo chiusa al pubblico.

Ogni anno nei giorni attorno il 29 agosto (giorno esatto delle celebrazioni) è possibile assaporare la bontà delle cose semplici e genuine, in un contesto unico attorniati dal lago Sebino, dal Monte Bronzone e dai Colli di San Fermo.

Il menù con i prezzi del Festù

Pochi piatti, ma preparati al momento, a prezzi assolutamente competitivi. Dalla classica grigliata mista, fino alle alette di pollo, gli spiedini, le costine di maiale oppure la salsiccia. E ancora, le costate, la polenta con le sardine, un piatto di pasta con la lepre cucinata in salmì o i classici casoncelli alla bergamasca. Una cucina tutt’altro che raffinata, ma che riempie stomaco e cuore.

Un bagno di umiltà e di semplicità, tipica delle persone bonarie e candide.

I casoncelli

Le pennette alla lepre

Gli spiedini

La polenta con il cotechino alla griglia

La sagra è organizzata dall’Associazione I formighè, costituita a febbraio del 1992 dopo i lavori di restauro, avente lo scopo di valorizzare e far conoscere San Giovanni delle Formiche, svolgere attività a scopo di bene e senza lucro.

I soci fondatori sono tre capogruppo dell’Associazione Nazionale Alpini locali e tre parroci: Bruno Belotti, Livio Freti, Giuseppe Zanga, don Giovanni Finazzi, don Achille Albani Rocchetti e don Romualdo Tengattini. Il 31 marzo 1992 viene effettuato l’acquisto da parte della suddetta associazione di una porzione di fabbricato adiacente alla chiesa da adibire a sede dell’Associazione stessa.

 

Testo e foto di Lara Abrati