Oriana Fallaci sosteneva che essere donna è una sfida che non finisce mai, un’avventura che richiede un grande coraggio.

Senza ombra di dubbio essere donna nel 2018, in Italia, è più facile di qualche decennio fa. Ed è sicuramente meglio rispetto a qualche altro stato, magari neppure tanto lontano dal Balpaese. Ma non tutto è facile: di violenze, discriminazioni, ingiustizie di vario genere subite dalle rappresentanti del gentil sesso sono ancora piene le cronache dei giornali, anche italiani.

Cosa significa allora essere non solo donna, ma anche chef nel 2018?

Petronilla Frosio è uno degli chef donna più apprezzati della Bergamasca, titolare del ristorante Posta di Sant’Omobono Terme e del Petronilla Hotel in città, nonché presidente del Gruppo Ristoratori di Ascom.

Una donna che il successo l’ha raggiunto dietro ai fornelli, come cuoca.

Una donna che per raggiungere la posizione che occupa oggi ha dovuto lottare, ha dovuto sacrificarsi, ha dovuto battersi. Probabilmente molto più di quanto avrebbe dovuto fare un cuoco di sesso maschile: “Sì, perché noi donne per raggiungere certi traguardi dobbiamo fare rinunce ben più grandi di quelle che possono toccare a un uomo – spiega Petronilla Frosio -. In cucina, poi, questi sacrifici sono ancora più grandi, vanno amplificati. Il nostro è un mestiere talmente totalizzante che poi nella vita hai spazio per poche altre cose, e tante donne questo non lo vogliono, non se lo possono permettere”.

“Io sono entrata in cucina nel 1984, senza sceglierlo, senza avere la possibilità di dire se era questo quello che volevo oppure se sognavo un’altra vita – ricorda -. Ma tant’è: oggi sono felice così come sono, non ho rimpianti”.

Petronilla Frosio con la sorella Luisa

“La mia famiglia ha sempre vissuto in cucina – racconta Petronilla Frosio -, per questo io, nonostante avessi studiato in un liceo scientifico e mi fossi iscritta alla facoltà di economia, un giorno mi sono trovata dietro ai fornelli per aiutare l’attività dei miei genitori. Ero la prima di cinque fratelli e quando è servita una mano nel ristorante di famiglia la scelta è ricaduta subito su di me”.

“Col tempo ho capito che il mio futuro poteva essere dietro ai fornelli – racconta ancora lo chef -. E quando è cresciuta la passione e sono arrivati i primi risultati mi sono trovata nel classico punto di non ritorno: ero una cuoca, e mi piaceva”.

Petronilla Frosio durante uno show cooking di East Lombardy

Ma com’è, oggi, la cucina di uno degli chef donna più in vista di Bergamo? “Piena di passione, sempre e comunque – risponde prontamente Petronilla Frosio -, perché per fare questo lavoro ne hai davvero bisogno. Credo sia proprio questa che differenzi i piatti di un uomo da quelli di una donna: la nostra è una cucina passionale, più materna, dove la tecnica a volte passa in secondo piano. Del resto la cucina storicamente è un luogo per donne: tutti nella propria memoria hanno un piatto cucinato dalla nonna o dalla mamma che li riporta indietro nel tempo, a quando erano bambini. Le radici sono tutto, anche nella cucina”.

Discriminazioni dovute al sesso Petronilla Frosio non ne ha mai incontrate nella sua carriera, “o almeno io non mi sono mai sentita discriminata – puntualizza -. Penso che nel nostro ambiente tutto dipenda da come uno si pone, e non è un caso se con tutti i miei collaboratori cerco di curare i rapporti anche nel più piccolo dettaglio”.

Petronilla Frosio è presidente del Gruppo Ristoratori di Ascom

Lo chef del Posta è ancora oggi attivissima nelle varie associazioni di categoria: non solo è presidente del Gruppo Ristoratori di Ascom al suo terzo mandato (“Terzo e ultimo, l’ho già detto”), ma è anche in prima linea nei progetti di East Lombardy e InGruppo. “Ho sempre pensato che uno chef, una volta raggiunti certi livelli, abbia due possibilità: mettersi in posa per le copertine o impegnarsi per spingere la categoria. Ecco, io non ho mai amato mettermi in posa. Sono attiva nelle associazioni ormai da moltissimi anni – spiega Petronilla Frosio – ma ancora ricordo cosa ho trovato quando mi sono avvicinata a questo mondo: tanto entusiasmo e tanta voglia di fare”.

“Oggi qualcosa è cambiato, le presenze non sono le stesse di qualche tempo fa: ai miei colleghi chiedo di esserci di più. Partecipare porta via del tempo libero, è vero, ma alla fine ripaga sempre. Ve lo dice – conclude – una che, in quanto donna, di sacrifici ne ha dovuti fare parecchi”.