Rivoluzionare la propria vita per seguire una passione, riuscendo a farla diventare il nuovo lavoro… a quasi settant’anni. È l’incredibile storia di Nuccio Longhi, 73 anni, per quasi mezzo secolo noto concessionario di auto a Bergamo e dal 2013 chef a domicilio.

“Quando tra il 2011 e i 2012 ho chiuso, con grande dispiacere, la concessionaria di famiglia mi sono trovato davanti a un grande dilemma: cosa faccio ora? Conoscendo la mia grande passione per la cucina – racconta Longhi -, gli amici hanno iniziato a chiedermi aiuto ai fornelli: la mia seconda vita, quella da chef a domicilio, è incominciata così, quasi per scherzo”.

E ora va alla grande, come testimonia anche la pagina Facebook Hai ospiti? Oggi cucino io!.

Lo chef a domicilio Nuccio Longhi

Quando Longhi ha iniziato a trovarsi a suo agio anche nelle cucine degli altri, ha deciso di dedicarsi completamente a cene private e catering, ufficializzando nel 2013 il nuovo ruolo di chef a domicilio. “E grazie al passaparola – confida – mi si è aperto il mondo di aziende e professionisti per ricevimenti e catering, oltre alle cene a domicilio nelle case private e ai buffet per occasioni speciali e ricorrenze”.

La cucina del resto è sempre stata una passione, anche nella prima vita da concessionario di auto: “Già in tempi non sospetti frequentavo regolarmente corsi di cucina, sperimentando poi a tavola con famiglia e amici”.

Ora ai corsi culinari dell’Agnelli Lab, Nuccio Longhi aiuta i rinomati chef in visita: “Faccio la spesa, preparo il vassoio con tutti gli ingredienti pesati, le preparazioni base e giro tra i banconi. Stare a contatto con questi grandi chef è molto importante per imparare il metodo di lavoro e le tecniche. Mi piace non avere più una routine lavorativa fissa, così ho tempo per coltivare altre passioni, come il tennis e la corsa”.

Longhi mette tutta la sua professionalità nel nuovo ruolo di chef a domicilio: “Quando mi chiamano per organizzare cene in case private, per prima cosa faccio un sopralluogo per verificare l’attrezzatura della cucina, come il forno per esempio. Porto tutto io: pentole, teglie, vassoi e anche le stoviglie, così a fine cena ci si ritrova la cucina completamente pulita. Il menù si concorda insieme, mi adatto ai gusti e alle esigenze di tutti, comprese le intolleranze alimentari, e per la spesa mi affido a fornitori di fiducia. Le preparazioni base, quelle che richiedono più tempo, le realizzo prima”.

Dicembre resta il mese più impegnativo, tra buffet aziendali e menù di Natale, che volendo si può prenotare anche take away.

Nuccio Longhi ha 73 anni

E lo spirito di adattamento di chef Longhi rende tutti soddisfatti anche in situazioni non proprio convenzionali. “Tra le cene più curiose che ho dovuto realizzare, c’è quella per 25 persone al Museo del Falegname di Almenno: c’era solo il forno a microonde, oltre alle piastre ad induzione che ho portato io, ma comunque è stato un successo. Per il Bergamo Film Festival ho concordato i piatti del buffet con una regista turca ospite in città, che ha voluto tutte pietanze del suo Paese. Ho iniziato a informarmi in Internet, ho provato le ricette, mi sembravano buone pur non conoscendo i sapori originari. A fine serata, la regista turca mi ha fatto i complimenti perché le mie creazioni le hanno ricordato i sapori di casa. La soddisfazione dei clienti è sempre il riconoscimento più grande”.

Ma cosa preferisce cucinare chef Longhi? “Sicuramente il pesce, perché c’è più varietà rispetto alla carne, e poi si cucina meno in casa nel quotidiano, ma anche i primi. Fondamentale è la scelta delle materie prime, che devono essere di ottima qualità”.