“Bisogna prendere una posizione etica in cui la responsabilità è prendersi la responsabilità dell’altro”.

Emanuel Levinas, filosofo

Si sente spesso parlare della necessità di mettere (o ri-mettere) al centro le persone. Spesso queste rimangono parole sospese, a cui purtoppo non segue l’azione. Però, a volte, a accade di scoprire che cose ritenute utopiche dai più invece vengano messe in atto.

E’ il caso di Cascina Clarabella, una cooperativa sociale che ha come obiettivo l’inserimento lavorativo di persone con diverse tipologie di fragilità. Per semplificare al massimmo comprende tutta una serie di attività senza scopo di lucro che coinvolgono tantissime persone.

All’interno del progetto, oltre alla cantina che si occupa della produzione di vino Franciacorta DOCG biologico e al laboratorio dell’agroittica nel quale il pesce d’acqua dolce viene lavorato e trasformato in conserva, vi è Centottanta – Cantina e cucina, che si trova a Corte Franca (Bs), proprio viciino alla cantina Clarabella. Una premessa è doverosa: quando si arriva all’agriturismo, ci si sente accolti e coccolati. Direi considerati.

Un luogo di inclusione vera, per tutti. Un luogo dove fare pace con se stessi, dove lasciare andare, circondato dai sorrisi delle persone che ci lavorano, regalando serenità. Questa è la sensazione che mi ha avvolto durante la mia permanenza al ristorante.

Centottanta è un progetto di inclusione: all’interno delle sue cucine e della sala lavora uno staff affiatato, guidato da Massimiliano Metelli in sala e Francesco Pezzaioli in cucina. Ognuno per quello che può. Centottata è un chiaro riferimento alla legge, conosciuta come legge Basaglia, che il 13 maggio 1978, ha portato alla chiusura dei manicomi e alla riabilitazione nella società dei malati di mente come persone.

Quando ci si siede al tavolo, sono serviti piatti secondo stagione e dispinibilità di mercato. Principe è il pesce d’acqua dolce, ma poi anche ravioli, pasta fresca, le verdure dell’orto biologico aziendale, gnocchi, carni e molto altro ancora. Creativa è la proposta di sushi e sashimi di lago. “Mi son preso alcune giornate – racconta lo chef Francesco – per formare i ragazzi alla produzione di pane e paste fresche: ogni giorno sfornano e producono pasta. E’ importante impiegare il loro tempo con un fine, infatti chiedono sempre e sono molto motivati se quello che fanno piace”.

Un luogo magico, bello, carico di energia, dove godere del territorio, tra lago e Franciacorta, e dei prodotti della sua terra. Ma soprattutto, dove ricaricarsi grazie ai sorrisi che fanno di Cascina Clarabella un progetto vero, un percorso concreto.

“Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelle che lo fanno davvero”.