“Premetto che la prima volta che sono partito avevo solo 20 anni. In Italia avevo esperienza nel settore delle pubbliche relazioni, gestivo e organizzavo eventi nei locali della zona. Per un periodo avevo anche lavorato per l’azienda del padre della mia ragazza, che faceva trattamenti su pietre naturali. E nel mentre mi ero diplomato come tecnico delle industrie elettriche. Come molti, però, il percorso di studio che avevo scelto si è rivelato non adatto a me. Per fortuna, poco dopo essermi diplomato, la mia ragazza mi ha proposto di partire per un’esperienza all’estero e senza pensarci due volte ho accettato, pur sapendo che sarebbe stato complicato non conoscendo nessuna lingua straniera”.

Antony Fusco, 28 anni, originario di Vailate, piccolo paesino nel Cremonese, racconta così i motivi che lo hanno spinto a lasciare l’Italia.

Antony Fusco, 28 anni, originario di Vailate

È partito nel 2011 alla ricerca della propria strada. Strada che lo ho condotto dritto in cucina: “Siamo andati in Nuova Zelanda, dove ho iniziato la mia esperienza in cucina, lavorando in un piccolo locale su un’isola al largo di Auckland. Dopo un anno siamo rientrati in Italia, ma eravamo solo di passaggio. Il desiderio di conoscere e fare nuove avventure ci ha portato a preparare le valigie nuovamente. Questa volta però, un viaggio che sarebbe dovuto durare solo un anno, si è trasformato in un progetto di vita, e dopo quasi 7 anni, ci ritroviamo ancora qua, in Australia”.

Nel nuovo Paese Antony ha percorso altre tappe di quella strada che lo ha portato in cucina, fino a diventare chef. “In Australia ho deciso di intraprendere la carriera che si è rivelata essere anche la mia passione più grande, cucinare. Così sono andato a studiare al Kingston college, a Perth, per due anni e ho preso un diploma qualificandomi come chef a tutti i livelli. Nel frattempo ho avuto la possibilità di fare gavetta in molti ristoranti, tra cui  alcuni italiani e altri internazionali. Le mie conoscenze culinarie si sono ampliate molto grazie allo studio, alle molte ore dedicate a provare ricette e fare esperimenti a casa nel tempo libero e ai corsi di aggiornamento”.

Tortino cioccolato e arancia

Tempeh carbonizzato, baby carote, purè di macadamia

Polenta e funghi

E oggi? “Quattro anni fa dopo aver fatto un corso sulla cucina vegana, sono stato assunto in un famoso ristorante, ‘The Raw kitchen’ di Fremantle (Western Australia). Offriamo cucina plant based, che significa vegetale, infatti utilizziamo solamente prodotti naturali non raffinati, solo quello che la terra offre. Pur essendo onnivoro, questa cucina mi piace molto, perché ha uno scopo e un’etica alla base: far bene alla salute senza creare danno all’ambiente e agli animali. Inoltre è una cucina molto creativa e genuina”.

Nonostante la sua strada sembra avergli trovato tappa fissa, Antony ha sempre lo sguardo oltre e la voglia di scoprire il nuovo, sia nella vita che in cucina. “Il ristorante mi ha poi offerto una sponsorizzazione, grazie alla quale sono potuto rimanere in Australia a vivere. Nel mio tempo libero vado in altri posti gratuitamente per ampliare le mie conoscenze di cucine differenti: sono andato per diversi mesi in un ristorante giapponese; in una pescheria; e anche in un forno francese per imparare a fare il pane con lievito madre, croissant e dolci tipici. Dopo quest’ultima esperienza ho iniziato regolarmente a fare il pane a casa sperimentando nuove tecniche e combinazioni di sapori. Adoro preparare conserve e fermentati, sottolio e sottaceti”.

Verdure di stagione, formaggio alle mandorle, sottaceti fatti in casa

Piatti vegetariani dello chef

Una voglia di scoperta e novità, senza la quale non avrebbe mai trovato la sua strada. “Penso che la mia passione per la cucina sia strettamente legata a quella per i viaggi. Una delle cose che mi piace di più fare quando arrivo in un posto nuovo è assaggiare la cucina locale e visitare i mercati alla scoperta dei prodotti tipici. Mi piace sperimentare, in tutti i campi, e provare sempre nuove ricette”.

Questo è Antony, un ragazzo partito da Vailate senza idea di dove sarebbe andato e divenuto uomo e chef dall’altra parte del mondo.

Esperimenti di panificazione