Passeggiando lungo Borgo Palazzo, uno dei borghi storici della città bassa di Bergamo, ci imbattiamo nella vetrina di una piccola bottega dove l’insegna cita Angolo DiVino. Non vi è definizione più azzeccata: grazioso, caldo, accogliente, con bellissimi muri di pietra a vista e scaffali che seguono le insenature del locale – che ha qualche anno sulle spalle – oggi ben ristrutturato.

Con il concetto di “angolo” Alberto Santini – classe 1971, titolare e fondatore dell’enoteca – vuole ritagliarsi uno spazio in una realtà frenetica e poco attenta al dettaglio; il “DiVino” a seguire (o “divino” a seconda dell’interpretazione) identifica la grande passione di Alberto per il vino, il nettare degli Dei appunto.

Alberto, come nasce la sua passione per il vino?
“Nasce per due motivi o situazioni differenti. In primis il vino come grande passione: coltivo questa simpatia per il vino fin dai primi anni 2000, dopo un capodanno trascorso in Toscana con amici e colleghi. Questo viaggio – una sosta a Montalcino e degustazione di alcuni vini toscani, il Brunello di Montalcino su tutti – accese in me il desiderio di approfondire questo mondo che racchiude in sé dedizione, fatica, passione, sacrificio di chi produce vino, ma che regala, in chi sa apprezzarne il risultato, tanto piacere ed emozione. Feci quindi un primo corso base di approfondimento sul vino. Successivamente cercai di studiare la materia leggendo riviste, partecipando a fiere di settore come Vinitaly a Verona, degustando vini di varie regioni italiane, in vacanza o semplicemente acquistando vini nell’enoteca sotto casa. Tuttavia questa mia conoscenza dell’universo vitivinicolo aveva una connotazione puramente amatoriale: non avevo una visione completa né un taglio professionale. Quindi mi sono iscritto ai corsi professionali AIS per diventare Sommelier e, dopo aver frequentato i tre corsi, ho superato l’esame finale. È stata un’ esperienza bellissima che consiglio a tutti gli amanti del vino”.

Come un viaggio a Montalcino può cambiarti la vita direi, ma poi c’è una seconda situazione un po’ meno rosea, oramai passata, e lo conferma la soddisfazione per la sua enoteca.
“Sì, il progetto ‘Angolo DiVino’ è maturato in un momento particolare della mia vita: a fine 2016 ho perso il lavoro dopo 20 anni di esperienza in ambito risorse umane in un’azienda metalmeccanica. È stato un periodo difficile, ma a posteriori si è chiusa una porta e si è aperto un portone… Proprio durante il 3° corso Ais, nell’autunno del 2017, è nata la voglia di creare e fare qualcosa di mio, di reinventarmi, realizzare un sogno: aprire un’enoteca. Una pazzia ripensandoci, forse una scelta azzardata in un contesto economico già difficile. Ho quindi iniziato un’analisi di fattibilità del progetto, con la ricerca della location perfetta. Ed alla fine il sogno è diventato realtà e mi sono lanciato in questa avventura, aprendo l’anno seguente la mia enoteca”.

Ci racconti qualcosa della sua enoteca.
“L’enoteca si trova in un borgo storico di Bergamo, Borgo Palazzo, un quartiere residenziale ma con molte attività commerciali e piccoli negozi artigianali. Attualmente in enoteca sono presenti circa 300 etichette rappresentanti tutte le regioni italiane, con alcuni vini del mondo, champagne, distillati, grappe ed anche birre artigianali italiane”.

Perché proprio un’enoteca?
“L’intento è stato quello di trasmettere a tutti la passione del vino attraverso il contatto diretto con le persone. Di qualunque lavoro si tratti, se hai passione il pubblico l’avverte subito e si fida di quello che dici o suggerisci. Ma lo devi fare con competenza ed in modo semplice, rapportandoti nel modo giusto nei confronti di ogni consumatore, esperto o semplice amante del vino che sia. Perché chi entra in enoteca vuole sì una buona bottiglia di vino, ma è anche alla ricerca di informazioni, storie, curiosità. Occorre quindi raccontare il vino in modo comprensibile e chiaro, fidelizzando il cliente e condividendo con lui la stessa passione. Il vino non è solo di chi lo produce ma è appunto di tutti, il suo consumo è trasversale: chi non ama bere un buon bicchiere di vino in compagnia, con amici, in famiglia, nelle occasioni più o meno importanti della vita o semplicemente da solo in totale relax?”.

È questo che differenzia un acquisto attraverso un sito e-commerce e il venirla a trovare in negozio?
“Credo proprio di sì. Questa relazione che si crea con il cliente ovviamente viene meno se lo stesso acquista vino on line attraverso i siti e-commerce, che sempre di più si stanno sviluppando anche in Italia e che potrebbero danneggiare noi piccoli commercianti se non lo affrontiamo nel modo giusto. Ovvio, ognuno è libero di acquistare dove meglio crede, ma in questo caso un ruolo importante lo gioca il fattore prezzo, al quale un piccolo negoziante non può assolutamente competere. Ma di contro, il valore aggiunto che un acquirente può trovare in enoteca è il rapporto con un professionista che accoglie e suggerisce con passione ed attenzione. E’ su questo concetto che bisogna lavorare, sfatando anche il concetto per il quale si pensi che in enoteca il vino costa molto e nella grande distribuzione costa meno; è pur vero anche il contrario, che in enoteca ci sono bottiglie a prezzi contenuti con ottimi vini quotidiani e che anche nei supermercati ci sono vini di fascia medio alta. Ed un buon vino non lo fa certamente il prezzo: non è sempre detto che un vino costoso sia buono o meglio debba piacere per forza, così come non è scontato che una bottiglia a prezzo di fascia medio/bassa non debba essere un buon vino, anzi. L’importante è che l’enoteca possa offrire un prodotto di nicchia, inteso e riferito ad un vino particolare, di un piccolo produttore, di un territorio specifico, ovvero selezionato apposta per il cliente, insomma delle “chicche vitivinicole”.

Concordo pienamente con lei, e la prova è la rubrica che tengo il mercoledì per FoodNews nella quale racconto vini che hanno prezzi accessibili e di contro la qualità è elevata. La sua filosofia e il focus di Angolo DiVino?
“Il focus di ‘Angolo DiVino’ è far conoscere vini e vitigni autoctoni di ogni regione d’Italia. Vitigni che si trovano solo in uno specifico territorio e si identificano in quel particolare ambiente. In Italia ci sono tantissimi piccoli produttori che meritano di essere messi in bella mostra sugli scaffali delle migliori enoteche. I loro prodotti rappresentano quel territorio, quel clima e quelle uve che solo lì si possono magari trovare. Pensando alla varietà ampelografica del territorio italiano, da nord a sud, dal mare ai monti, dal continente alle isole, possiamo intuire quante varietà di vitigni e vini caratterizzano l’Italia, ognuna con peculiarità organolettiche gusto olfattive precise”.

E vitigni internazionali?
“Naturalmente i vitigni internazionali fanno da padroni: Chardonnay, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc – per citarne alcuni – si trovano pressoché ovunque nel mondo per la loro grande adattabilità a crescere in qualsiasi zona climatica. Ma vogliamo parlare del Nebbiolo nelle Langhe o del Sagrantino in Umbria? Due vitigni che amo moltissimo per la loro eleganza e potenziale di invecchiamento nel tempo . Due vitigni che, adattati in determinati luoghi, danno il meglio di sé solo in quei territori in cui crescono, anche grazie alla mano sapiente di grandi e piccoli produttori”.

Ora sappiamo cosa regalarle a Natale: sicuramente Nebbiolo o Sagrantino. Qual è il passo successivo e futuro di Alberto Santini e ‘Angolo DiVino’?
“Mi piacerebbe avere in enoteca tante referenze quanti i vitigni e i vini dell’Italia e del mondo, ma il negozio ha spazi limitati; forse si potrebbe ampliare la location esistente o cercarne un’altra, offrendo la possibilità di assaporare anche piccole eccellenze alimentari regionali di cui l’Italia abbonda, ma questo al momento rimane un sogno… magari ne riparleremo tra qualche anno in un altro articolo… Chissà. Già creare ‘Angolo DiVino’ non è stata una decisione facile, ma ritengo che nella vita bisogna rischiare e crederci; dal sogno è nata l’idea, che si è sviluppata tramite un progetto e, pian piano prendendo forma, è diventata realtà. Questa è stata ed è la mia scommessa, la mia rivincita personale, questo è ‘Angolo DiVino’.

 

Testo e foto di Federico Bovarini