La vedi da fuori la Trattoria Visconti e già capisci cosa troverai all’interno, come un buon vino che in bocca ti regala le stesse sensazioni che ha offerto al naso. La pulizia, la precisione e l’ordine con cui è tenuto il cortile dove parcheggi l’auto li ritrovi anche dopo aver varcato il portone d’ingresso.

Nella realtà di Ambivere, oggi gestita da Fiorella Visconti, dal marito Giorgio Caccia e dai figli Daniele e Roberto, il tempo sembra essersi fermato, ma con eleganza e raffinatezza: la memoria di famiglia è stata tramandata di generazione in generazione assieme a quelle ricette e a quei valori che restano uno splendido esempio di controtendenza alla frenesia e alla superficialità culinaria a cui cerca di obbligarci la società in cui viviamo.

Fiorella Visconti

Daniele Caccia col mais della Trattoria

È una storia, quella della Trattoria Visconti, che parte agli inizi degli anni ’30, quando Leone Visconti – padre di Fiorella e nonno di Daniele e di Roberto – decise di acquistare l’immobile che ancora oggi ospita il locale e di far nascere un punto di ristoro e di accoglienza in cui chiunque arrivasse potesse godere di alcune specialità tutte bergamasche.

I casoncelli della nonna Ida, tanto per citare un piatto diventato una sorta di mito, vengono sempre serviti rispettando in ogni dettaglio la ricetta di ottant’anni fa (inserita anche nel Dizionario Enciclopedico della Cucina Bergamasca, Bolis Edizioni).

L’orto della Trattoria Visconti

Le materie prime rappresentano un fiore all’occhiello della Trattoria Visconti: le verdure provengono in gran parte dal piccolo ma fornitissimo orto del locale che Giorgio Caccia cura quotidianamente, mentre le carni arrivano tutte da aziende agricole locali nelle quali gli animali vengono allevati con sistemi biologici ed etici.

Stesso discorso vale per pane, olio, formaggi e latticini, per gran parte acquistati da aziende del territorio.

Il mais della Trattoria Visconti

Menzione particolare merita il mais Rostrato rosso dell’Isola bergamasca, una varietà abbandonata negli anni ’60 per lasciar spazio alle specie importate, riscoperta proprio dalla Trattoria Visconti e ora prodotta anche da un contadino della zona: con questo mais la polenta servita ad Ambivere da Fiorella e dalla sua famiglia assume un gusto speciale, praticamente unico.

Il menù è strettamente legato alle stagioni e cambia ogni 2-3 mesi. Ma i casoncelli della nonna Ida quelli no, restano sempre.

I casoncelli della nonna Ida

Il risotto ai funghi porcini

Straordinario il risotto ai funghi porcini mantecato con lo stracchino, equilibrato e cremoso al punto giusto.

Che dire poi della polenta, vera e propria anima della Trattoria Visconti: noi l’abbiamo accompagnata ai funghi porcini raccolti il giorno stesso da Giorgio Caccia e alla fantastica guancia di manzo all’olio extravergine d’oliva.

Polenta e funghi porcini

Da non sottovalutare i dolci: il semifreddo al pistacchio di Bronte è fresco e delicato, mentre il bonet con crumble alla nocciola è quanto di più goloso possa arrivare su un tavolo anche dopo una cena lunga e impegnativa come quella proposta a noi.

I prezzi sono assolutamente accessibili: gli antipasti sono in carta tra gli 8 e i 18 euro; i primi compresi tra i 10 e i 12 euro; il secondo più caro è il filetto di lavarello a 18 euro; mentre per i dolci bastano 7-8 euro.

Il semifreddo al pistacchio di Bronte

Il bonet con crumble alla nocciola

Sono sempre a disposizione anche quattro menù degustazione con quattro portate: il menù vegetariano a 34 euro, il menù della tradizione slowcooking a 39 euro e il menù delle premiate trattorie italiane a 50 euro.

Interessantissima anche la carta dei vini che comprende circa 800 referenze, per metà provenienti dal territorio lombardo e per metà dal rimanente panorama nazionale, con particolare riguardo ai piccoli produttori vinicoli della zona.

Roberto Caccia con lo chef Michael Gambirasio

 

Foto di Nicole Valenzano