Negli spazi di Piacenza Expo si è tenuta la decima edizione di Sorgente del Vino, tre giorni dedicati ai produttori di vini naturali italiani ed esteri.

I vignaioli presenti a Sorgente del Vino escludono l’uso della chimica, dalla vigna alla cantina, per ottenere un vino più sano e genuino. Vengono usate bassissime quantità di solfiti per preservare il vino da fermentazioni spontanee.

Vini Ca’ Sciampagne

Questa filosofia di produzione, a volte, fa sì che qualche bottiglia non sia perfetta.
La volatile, il “bret”, non sempre sono graditi, tuttavia per alcuni palati non sono difetti ma caratteristiche fondamentali per un vino che viene definito artigianale.

Tra i 150 “artigiani” del vino c’era anche l’ex allenatore Nevio Scala con i suoi vini prodotti esclusivamente da uve garganega lavorate in purezza.

L’ex allenatore di calcio Nevio Scala (a sinistra)

Le aziende soddisfano tutti i gusti e nella lista delle nostre preferite ci sono, in ordine sparso: Cantine Barbera, Ricci Carlo, Tenuta La Riva, Rocche del Gatto, Elios, Cantina Canneddu, Raina, Casale, Camerlengo, A’Vita, Eno-trio Cantine Viola, Ale.Pa, Fosso degli Angeli, Barbara Avellino, Tenuta Ca’ Sciampagne, Cantine Valpane, Abbazia San Giorgio

Le degustazioni che ci hanno sorpreso:

Barbara Avellino: metodo Classico “I Lupi della Luna” (Pinot nero 90%, Chardonnay 10%, 9 anni sui lieviti);
Giafèr (Croatina 85%, Barbera e Uva Rara): non il solito Bonarda, questo è bello vivace e fresco con tutti i suoi profumi di frutti rossi e violetta.
Barbara Avellino assieme ai fratelli Baruffaldi e altri produttori dell’Oltrepò’ stanno ridando lustro ad un territorio screditato.

Bottiglie della produttrice Barbara Avellino

Tenuta Ca’ Sciampagne: Bianchello Ribelle (Bianchello del Metauro) uve raccolte e selezionate a mano, fermentazione spontanea con soli lieviti indigeni in acciaio, macerazione pellicolare della durata di un ciclo lunare (28 giorni, 8 ore), separazione manuale e per gravità dei mosti/vini dalle bucce e fecce. Nessuna filtrazione, nessun solfito aggiunto e imbottigliamento manuale per gravità.
Da poco producono il Bianchello Ribelle rifermentato in bottiglia.

Virtutae Passito (Bianchello del Metauro): raccolta e lavorazione manuale delle uve.
Vendemmia tardiva e sovramaturazione per oltre 5 mesi in “fruttaia”.
Il mosto ricavato viene messo in botti di acacia al fine di effettuare la fermentazione spontanea. Affinamento non inferiore ai 5 anni

Le Marche sono conosciute principalmente per il verdicchio, nonostante una buona tradizione di vini rossi (Conero, Piceno e anche Pinot Nero).
Ca’ Sciampagne con altri produttori stanno rilanciando il bianchello ritenuto negli anni passati un vitigno di qualità inferiore.

Fiorin Silvia: la Sbetega (bianchetta trevigiana); la bianchetta è un vitigno ritenuto non adatto alla vinificazione, ma questa versione sperimentale mi ha convinto per la buona acidità e per le note fruttate.
Pietro Arditi (Cantina Valpane): vini perfetti e le sue Barbera 2004/09/10 sfidano il tempo.

Domenico Valenzano per BergamoFoodNews