Vini eccellenti abbinati a piatti altrettanto eccellenti. Venerdì 23 marzo il ristorante Très Bien di Osio Sotto è diventato teatro di una speciale degustazione di vini dell’azienda Firriato, un’azienda siciliana con terreni che spaziano dall’Etna all’isola di Favignana.

BergamoFoodNews poteva non partecipare? Assolutamente no.

Passiamo subito alla degustazione, che vi proponiamo passo passo con i piatti che ci sono stati serviti in abbinamento ai vini.

GAUDENSIUS BLANC DE BLANCS
Il primo vino assaggiato è stato il Gaudensius Blanc de Blancs, un metodo classico prodotto a ridosso dell’Etna che matura per un minimo di 32 mesi sui propri lieviti. Ricavato da uve di Chardonnay e Carricante, si presenta con un colore giallo paglierino carico, il perlage è fine è persistente; il terreno vulcanico su cui sono state coltivate le viti dona al naso grandi note minerali che si accompagnano perfettamente con i sentori di frutti bianchi, nocciola e fiori di acacia fino ad arrivare al miele. Profumi complessi e persistenti che preannunciano una beva di ottima qualità: la freschezza e la finezza delle bollicine sono esaltate da un’ottima persistenza aromatica che dona a questo vino un grandissimo equilibrio e un’ottima armonia complessiva.
Abbiamo abbinato questo spumante con un piacevole antipasto a base di salmone marinato su crostone all’aglio accompagnato con salsa di avocado e pepe rosa.

Salmone marinato su crostone all’aglio, salsa avocado e pepe rosa

ALTAVILLA DELLA CORTE-BIANCO
La seconda proposta in degustazione è stato l’Altavilla della corte-bianco. Questo vino fa parte della denominazione Sicilia D.O.C. Ottenuto da sole uve di Grillo coltivate nella provincia di Trapani, si svela a noi con un bellissimo colore giallo paglierino tenue attraversato da riflessi verdolini, il naso è fresco: il profumo della Sicilia ti inebria l’olfatto con i suoi agrumi, le mandorle e i meloni; il tutto accompagnato da sentori di fiori come la ginestra e la fragranza di lavanda. Le papille gustative vengono inondate da una mineralità mediterranea che si equilibrata alla grande con la morbidezza e la freschezza di questo fantastico prodotto.
Con questo vino abbiamo accompagnato un cous-cous con gamberi e carciofi, uno dei piatti più comuni che possiamo trovare nella zona del trapanese.

Cous-cous con gamberi e carciofi

ALTAVILLA DELLA CORTE-ROSSO
Continuando, abbiamo assaggiato l’Altavilla della corte-rosso. Anch’esso, come il bianco, viene prodotto nel trapanese utilizzando però, il Cabernet-Sauvignon, un vitigno francese che si sposa alla perfezione con la terra siciliana. Di colore rosso rubino carico con bellissimi riflessi violacei, si apre al naso con i classici profumi di frutti rossi che si alternano ai sentori di rabarbaro e bacche di ginepro fino ad arrivare al cuoio e al tabacco. Morbido e con un’equilibrata acidità, i tannini sono freschi. Si tratta di un vino piuttosto corposo che presenta una buona alcolicità.
L’abbiamo degustato con un tortino di spinaci, salsa caprino e zafferano; un abbinamento rischioso ma vincente nel suo complesso.

Tortino di spinaci con salsa al caprino e zafferano

SANTAGOSTINO ROSSO
L’ultimo vino in degustazione è stato il Santagostino Rosso. Un vino che rappresenta il giusto mix da uve internazionali e uve autoctone, ottenuto da Nero d’Avola e Syrah. Si mostra a noi con un bellissimo colore rubino vivace, grande naso intenso, complesso e persistente. I profumi di frutti rossi maturi, spezie e liquirizia si fondono con sentori più evoluti come prugne secche, inchiostro e foglie di tabacco. Al palato stupisce per la sua morbidezza e per i suoi tannini delicati e vellutati.
Grande persistenza gustativa che si abbina alla perfezione con il maialino che ci è stato stato servito su una crema ai frutti rossi.

Filetto di maialino con crema ai frutti rossi

L’ECRÙ
Abbiamo concluso la cena con una piccola sorpresa, un vino passito, L’Ecrù. Ottenuto da zibibbo, vitigno tipico della terra di Sicilia, dal colore giallo d’orato sprigiona al naso grandissimi profumi: miele, scorze d’arancia candite, fiori secchi, datteri, pesche sciroppate fino ad arrivare alle spezie d’Oriente, all’alloro e alla citronella. Dolce ma non stucchevole, nel cavo orale ti porta il caldo del dolce siciliano, ti coccola e ti accarezza il palato; ha accompagnato alla perfezione la pasticceria secca prodotta con i più classici dei frutti secchi siciliani come pistacchi e mandorle.

Che dire di Firriato, un ottima cantina siciliana, nata anni fa dalla passione di un imprenditore, frutto della terra siciliana che esalta le sfaccettature della zona.

Un particolare ringraziamento va al ristorante Très Bien che ci ha voluto ospiti di questa serata dedicata ai sapori di Sicilia.