Q.B. Un nome “smart”, breve, conciso, facile da ricordare. Acronimo di “Quanto Basta”, quel q.b. utilizzato in cucina, nelle ricette.

Q.B. è il nome del ristorante dello chef Alberto Bertani e della sua compagna Irene Agliardi. 
È la storia di un progetto di cucina gastronomica che vede la luce nel marzo del 2009 dopo la conclusione di un’esperienza lavorativa dello chef Bertani come executive all’Hotel Bellerive di Salò.

Sala interna del QB Duepuntozero

L’esterno del QB Duepuntozero

A Salò, nella frazione di Campoverde, prende il via la loro nuova avventura. Nel 2014, Alberto e Irene decidono di trasferire il ristorante sul porto della Sirena, sul lungolago di Salò. Il ristorante da Q.B. diventa così QB Duepuntozero. 
In una nuova location di design, il ristorante con splendida vista sul porto, si racconta con eleganza e raffinata leggerezza. Una nuova casa, un nuovo inizio, una nuova partenza.

Lo chef Alberto Bertani, originario di Gargnano, lago di Garda, si è “fatto da solo”. Alle spalle non ha esperienze in ristoranti stellati, non ha collaborato al fianco di grandi maestri della cucina italiana. La sua cucina è frutto di un percorso di studio, di ricerca, di amore per il Garda.

Siamo andati a Salò per incontrare lo chef Alberto Bertani e fare quattro chiacchiere con lui.

Alberto Bertani al lavoro

Chef, quando nasce la sua passione per la cucina?
“
La mia passione per la cucina nasce da mia madre, un’ottima cuoca . Quando ero piccolo adoravo osservala mentre era intenta, in cucina, a preparare il pranzo o la cena. E mi piaceva aiutarla. 
Poi, quando ho iniziato a frequentare la scuola media inferiore sapevo che avrei fatto il cuoco”.

Come definisce la sua cucina?

“La mia cucina è semplice, gustosa e rispettosa della materi prima. In ogni singolo piatto uso pochi ingredimenti ma ben equilibrati tra di loro”.

Ha un ristorante che le piace particolarmente sul lago di Garda dove ha piacere ad andare a mangiare?

“Il mio posto del cuore è sicuramente il ristorante Dalie e Fagioli dello chef Fabio Mazzolini e di Antonella Varese. Era il mio locale preferito quando lui aveva la stella e lo è ancora oggi con una cucina più ‘easy’ ma mai banale. Inoltre sono due grandi amici”.

Quale è il suo piatto preferito?

“Sicuramente i gnocchi al pesto di mia madre”.

Chef Bertani, ha un piatto signature?

“Sinceramente, non so se posso dire di avere un piatto signature ma da quando ho aperto il ristorante il ‘polpo arrosto, finocchio e olio agli agrumi e vaniglia’ non l’ho mai tolto dal menù perché è uno dei piatti più richiesti. 
Negli anni l’ho presentato con vari accostamenti ma è ormai un piatto che non posso assolutamente togliere dalla carta. 
Forse quello che più mi rappresenta e che racconta il mio amato lago di Garda è il piatto che ho ideato per la Garda Cooking Cup di qualche anno fa: ‘crudo di coregone, olio evo, capperi e limone confit, crumble alla salvia e gelatina al chiaretto della Valtenesi’.
Un piatto in cui mi identifico e che porta in tavola i colori, i profumi e i sapori del Garda, il mio territorio”.

 

Testo di Sara Biondi
Foto allo chef di Nicolò Brunelli
Foto ai piatti e alla location di NewsEventicomo Relazioni Pubbliche